Roma, 15 ott – Lorena Mucci, una donna pescarese di 27 anni è morta questa notte a Francavilla al Mare dopo essere stata investita da un’auto guidata da una donna ubriaca. La giovane è stata investita mentre attraversava la strada in un’isola pedonale. Alla guida dell’auto che ha falciato la ragazza c’era Alevtina T., una russa di 34 anni con regolare permesso di soggiorno, arrestata per omicidio colposo, omissione di soccorso e guida in stato di ebbrezza. All’alcoltest la donna ha fatto registrare un tasso alcolico sei volte superiore quello consentito. La tragedia avvenuta in Abruzzo è solo l’ultimo episodio di una catena di sangue che ha come filo conduttore l’incoscienza criminale di chi decide di mettersi alla guida in stato d’ebbrezza. Già sabato sera ne aveva fatto le spese una famiglia di Marigliano (Napoli), che aveva incontrato sulla sua strada un giovane nolano di 28 anni, anch’egli alla guida ubriaco. L’Opel Astra del ragazzo aveva preso in pieno l’auto della famiglia campana causando la morte di un bimbo di dieci mesi, il ferimento del fratellino di quattro anni, del padre alla guida, e della madre, in coma. Poche ore prima Rodolfo B., agente immobiliare di 33 anni, era fuggito, anch’egli ubriaco, ad un controllo dei carabinieri nei pressi di Firenze ed aveva investito un auto uccidendo un’anziana donna e ferendone gravemente altre due. Ma lunga è anche la lista delle morti mancate, sfiorate per puro caso o, se si preferisce, per miracolo. A Lestizza, in provincia di Udine, Constantin P., un cittadino rumeno di 23 anni, a bordo della sua ”Alfa 164”, all’interno della quale erano stipate altre sei persone, ha scatenato un incidente con tre feriti, fuggendo poi senza soccorrerli. A Fermo, invece, un maceratese di 43 anni è stato arrestato dagli agenti della polizia stradale per lesioni, ingiurie e guida in stato di ebbrezza. All’uomo era stata tolta la patente in seguito ai risultati dell’etilometro, ma lo stesso aveva pensato bene di aggredire gli operatori del soccorso stradale giunti sul posto per portare via il suo automezzo. La situazione sulle strade, insomma, appare critica. Ma, fa notare il ministro della Salute Livia Turco, a mancare sono “i controlli, non le buone leggi”. “Intendo parlare con Bianchi e Amato – ha affermato ancora il ministro –. La soluzione è sorvegliare. La politica di riduzione della velocità è stata accompagnata da intensi controlli e ha dato i suoi frutti. Solo così si ottengono i risultati”. La Turco dimostra di prendere il problema in modo molto serio: “Venivo sbeffeggiata – ha detto – quando dicevo che l’alcol è peggiore della droga, ma di fatto gli incidenti stradali per guida in stato di ebbrezza sono la prima causa di morte tra i giovani”. Ciononostante, il ministro mette in guardia dalle scorciatoie demagogiche: “Non sono favorevole a trasformare il reato di omicidio colposo in omicidio volontario. Sarebbe una scorciatoia. Ritengo sia più importante intervenire per cambiare la cultura, l’atteggiamento”.
(Asc – Deg)