A proposito di migranti ed emigranti, Gianni Morandi ha scritto su Facebook che non dobbiamo mai dimenticare le migliaia e migliaia di italiani che nel secolo scorso, sono partiti dalla loro Patria verso l’America, la Germania, l’Australia, il Canada, per trovare lavoro e dare un futuro migliore ai propri figli. Uno scampolo di memoria storica che deve essere sembrato una sanguinosa provocazione a migliaia e migliaia di concittadini, i quali hanno rovesciato sul cantante una valanga di insulti. Ne è nato un dialogo molto significativo, grazie a Morandi che per qualche ora ha avuto la pazienza di rispondere a molti di questi messaggi, prime di venirne sommerso.
Michela obietta che noi andando in America “facevamo la fame nera…altro che albergo a 3 stelle e lamentarsi del cibo”. Morandi le chiede se a questa storia che si lamentano del cibo, lei ha assistito personalmente. Barbara: i nostri migranti andavano a lavorare e non a rubare, spacciare e stuprare. Morandi: ci sono i delinquenti e le persone per bene nella stessa percentuale in tutti i popoli del mondo. Roberto: in quei paesi c’erano regole e tempi per inserirsi. Se non ce la facevi dovevi andartene. Morandi: giusto, ma dipende da noi stabilire delle regole sull’accoglienza. Giuseppe: comodo fare i profughi con 900 euro al mese. Morandi: ma sei proprio sicuro che gli diano questi soldi? A me non risulta. Poi Rosa pubblica l’immagine di una super villa con piscina e chiede indignata al pubblico quanti profughi avrà ospitato Morandi. Lui, paziente, risponde che.. magari quella fosse davvero casa sua. Ma poi stacca e rinuncia a replicare.
Questa conversazione è stato uno dei fatti politicamente più significativi della scorsa settimana. Dimostra quanto profonda sia la lacerazione provocata dagli impresari della paura. Ma insegna anche, grazie a Morandi, quanto sarebbe facile trovare le parole giuste per fermare il mostro che minaccia di inghiottirci. (27 – apr)