Washington, 19 ott – Negli Usa le regole sulla proprietà dei media potrebbero presto cambiare in modo molto favorevole per gli editori. Il capo della Federal Communications Commission ha fatto circolare l’ipotesi di allentare regole ormai vecchie di decenni tra cui quella che al momento vieta a un’azienda di possedere un giornale, una tv e una radio nella stessa città. Kevin J. Martin, presidente della commissione, pensa di rimettere mano alla normativa nel corso dei prossimi due mesi e gli executive dei grandi gruppi dei media già cominciano a sorridere. Tra questi, Samuel Zell, l’investitore di Chicago che sta cercando di completare l’acquisto della Tribune company, e Rupert Murdoch, che da anni fa azione di lobby contro i limiti della Fcc per poter continuare a controllare a New York sia il giornale New York Post sia l’emittente Fox. La proposta di Martin sembra avere il sostegno della maggioranza della commissione (tre su cinque membri), ma i due commissari Democratici sono molto ostili all’approccio del presidente: Michael J. Copps ha detto di non avere nessuna intenzione di approvare i cambiamenti e Jonathan S. Adelstein pensa che la commissione debba prima affrontare tematiche più urgenti, come promuovere una maggiore copertura delle notizie locali e una maggiore partecipazione delle donne e delle minoranze alla proprietà dei media. Attualmente, negli Usa, un’azienda può possedere due emittenti tv nei maggiori mercati solo se almeno una non è tra le quattro emittenti leader del Paese e se esistono sul mercato almeno otto stazioni locali, per garantire la concorrenza. Le regole limitano anche il numero di stazioni radio che un’azienda può avere a non oltre otto in ciascuno dei maggiori mercati. Ovviamente le aziende dei media considerano queste restrizioni anacronistiche, mentre i gruppi in difesa dei consumatori pensano che già così il governo abbia lasciato che le compagnie dei media diventassero colossi troppo ramificati. Un numero ristretto di aziende dei media, come il New York Times, possiede sia un giornale che una radio nella stessa città perché le restrizioni sulla proprietà incrociata, entrate in vigore nel 1974, non sono state applicate retroattivamente.
(Cla)