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SEGGI UE, PER L’ITALIA UN DAY AFTER DI SODDISFAZIONE

it@withub.it by it@withub.it
19 Ottobre 2007
in Archivio News dal mondo
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Lisbona, 19 ott – Sono le tre di notte quando il presidente del Consiglio Romano Prodi afferma: “Abbiamo messo le cose a posto”. L’Italia è soddisfatta per l’accordo sul nuovo Trattato europeo raggiunto ieri notte durante il vertice di Lisbona che le “restituisce” un seggio in più rispetto a quanto previsto in precedenza dal rapporto Lamassoure-Severin sulla nuova ripartizione dei seggi decisa in base al criterio dei cittadini residenti. Gli eurodeputati italiani a Strasburgo saranno così 73 a partire del 2009, come la Gran Bretagna e uno in meno della Francia. Il “posto in più” per l’Italia è stato possibile portando da 750 a 751 il totale degli eurodeputati (34 in meno rispetto agli attuali 785). Con questi numeri si andrà a votare per le europee del 2009 mentre per quelle successive, nel 2014, si raccomanderà al Parlamento europeo di prevedere una nuova redistribuzione basata sul criterio della cittadinanza e non più della residenza. Il nuovo Trattato europeo, 255 pagine, detta le regole per il funzionamento dell’Ue allargata a 27 e sarà firmato a Lisbona il prossimo 13 dicembre. Nella notte, dopo sette ore di negoziati, anche le resistenze della Polonia sono state abbattute grazie a un compromesso, l’inserimento nel Protocollo che accompagna il Trattato della “clausola di loaninna” che permette a una minoranza di Stati di rinviare per un certo periodo una decisione nel Consiglio Ue: una garanzia sulla possibilità in futuro di bloccare più facilmente le decisioni in sede di Consiglio Ue. Prodi, durante la conferenza stampa di oggi a Lisbona, ha ricordato che l’Italia era “partita in salita”, dovendo contrastare una risoluzione approvata dal Parlamento europeo. Ma ha trovato “simpatia e solidarietà dagli altri leader”, anche per “i tanti anni di lavoro fatto insieme”: “L’Italia è stato l’unico Paese – ha sottolineato Prodi – a vedersi unanimemente riconosciuto” il diritto di avere un eurodeputato in più. Soddisfatto anche il ministro degli Esteri Massimo D’Alema, secondo il quale “i 27 hanno capito che non eravamo dei piantagrane e che abbiamo posto un principio e non un problema. Così il Consiglio ha fatto uno sforzo in più”. Ora “i conti tornano” anche secondo il ministro per le Politiche comunitarie Emma Bonino. “Penso che in termini giuridici e del calcolo della popolazione – ha precisato il ministro – era quello che volevamo e penso che siamo tornati alla valutazione giuridica”. Tra gli altri punti caratterizzanti dell’accordo lo stop alla rotazione semestrale per la presidenza Ue (sarà eletto un presidente del Consiglio scelto tra i 27 capi di Stato o di governo con una mandato di due anni e mezzo). Diventano vincolanti, inoltre, i diritti dei cittadini della Carta fondamentale. Il Regno Unito e la Polonia hanno ottenuto la possibilità di non applicazione della Carta. Un milione di cittadini europei possono “invitare” la Commissione europea a proporre una iniziativa legislativa. I parlamenti nazionali, inoltre, avranno una voce in capitolo nel processo legislativo europeo: riceveranno le proposte di legge direttamente per valutare se una proposta di legge lede le proprie competenze. Se un terzo del parlamento nazionale dovesse riconoscere questa eventualità la proposta sarà rimandata a Bruxelles per una verifica della Commissione. Aumentano poi le aree in cui si prendono le decisioni a maggioranza e non più all’unanimità in particolare nelle aree di giustizia e affari di polizia: il nuovo sistema di votazione prevede una doppia maggioranza qualificata corrispondente a un minimo del 55% di stati membri (oggi 15 su 27) che rappresentano almeno il 65% della popolazione. Ciò avverrà dal 2014 con un periodo di transizione fino al 2017. Sulla sicurezza comune è invece prevista una clausola di “solidarietà” in caso di attacchi terroristici o altri disastri (per esempio naturali). Infine, viene prevista la possibilità per un paese di uscire dall’Unione Europea da negoziare con gli altri Paesi membri.
(Fca)

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