Parigi, 21 ott – Abbattere le frontiere per ritrovarsi alla fine a guardare sempre tra le mura di casa propria. E’ un po’ questa la morale della nuova edizione del Pallone d’oro, prestigioso riconoscimento calcistico assegnato ogni anno, a partire dal lontano 1956, dalla rivista France Football. Riservato prima ai soli giocatori di nazionalità europea, poi, dopo il 1995, a tutti i calciatori militanti in una squadra associata ad un campionato Uefa, il premio si è oggi trasformato in una competizione totalmente globale. Il 25 settembre scorso, infatti, la redazione di France Football ha presentato il nuovo regolamento del Pallone d’oro, che prevede ora di premiare il miglior giocatore del mondo, quale che sia la sua nazionalità o il campionato di riferimento. La stessa giuria si è ora globalizzata, passando da 52 a 96 membri. Ecco quindi comparire, nella lista dei 50 candidati, Rogerio Ceni (Sao Paulo), David Beckham (Los Angeles Galaxy), Younis Mahmoud (Algharafa) Guillermo Ochoa (America Mexico) e Juan Roman Riquelme (Boca Juniors). E tuttavia, è proprio nella prima edizione mondializzata che viene ribadito con forza il predominio del calcio del Vecchio Continente. La stessa rivista transalpina, dopo aver presentato trionfalmente i cinque pionieri del football extra-europeo, è costretta ad ammettere realisticamente: “Diciamolo: essi hanno molte poche possibilità di impensierire gli assi dei grandi club d’Europa, anche se a loro modo segnano la storia”. Vediamo, quindi, quali sono i reali rapporti di forza che emergono dalle candidature ufficiali. Il dato che balza subito agli occhi è quello del predominio italiano. Sono otto, infatti, gli azzurri inseriti nella lista dei “magnifici 50”: Buffon, Cannavaro, Gattuso, Inzaghi, Maldini, Pirlo, Totti, Toni. Nessun altra nazione appare così rappresentata. Il favorito di questa edizione, tuttavia, non rientra nel gruppo degli italiani, anche se gioca nella nostra Serie A. Parliamo, ovviamente, di Kakà, l’asso milanista portabandiera della rappresentanza brasiliano, la più nutrita dopo quella azzurra (Ceni, Daniel Alves, Diego, Robinho, Ronaldinho gli altri verdeoro). Spicca, invece, l’assenza di calciatori militanti nel campionato francese di quest’anno, cosa davvero insolita vista la nazionalità della testata che conferisce il premio. Premiership inglese e Liga spagnola sono i campionati più rappresentati, con 17 giocatori ciascuno, mentre l’Italia ne conta solo 10. Fra i club trionfano invece Real Madrid e Barcellona, con sette calciatori ciascuna, subito seguite dal Milan con cinque. Rispetto all’edizione del 2006, sono 26 i giocatori non riconfermati nella lista dei 50 candidati. Allo stesso modo, dopo il trionfo di Cannavaro dello scorso anno, gli attaccanti tornano a farla da padrone con 21 calciatori in lizza, seguiti dai 19 difensori, 5 difensori e 5 portieri.
(Asc)