Grazie alle competenze in materia di formazione professionale, in alcune regioni già da tempo si sperimenta concretamente l’alternanza scuola-lavoro. In altre si fanno molti convegni.
La questione è cruciale in un Paese che ha il record europeo della disoccupazione giovanile. Non lo ignora il governo, che nel suo progetto di riforma prevede quattro tipi di intervento: l’obbligo di alternanza scuola -lavoro negli ultimi tre anni degli Istituti tecnici e in un anno degli Istituti professionali; la possibilità che istituti tecnici ed enti di formazione professionale costituiscano imprese commerciali per la vendita di beni e servizi, utilizzandone i ricavi a fini didattici; l’inserimento degli studenti in imprese artigiane; l’estensione del programma sperimentale per lo svolgimento di periodi di formazione in azienda per gli studenti degli ultimi due anni di tutti i tipi di scuola superiore, con la possibilità di stipulare contratti di apprendistato in deroga ai limiti di età previsti.
C’è chi afferma che si tratta di un approccio troppo timido, e sostiene che l’Italia dovrebbe semplicemente far proprio il modello tedesco. In Germania – spiega ad esempio l’economista Veronica De Romanis sul quotidiano Firstonline.info – la stretta collaborazione tra Stato, aziende, Camere di Commercio, sindacati e scuole fa sì che oltre due terzi dei giovani tedeschi si formino sia a scuola sia in azienda, potendo scegliere tra una rosa di oltre 360 qualifiche riconosciute. E quando finiscono di studiare, in genere trovano lavoro.
Ma a differenza della Germania, fa notare Andrea Gavosto, direttore della Fondazione Giovanni Agnelli, nel nostro Paese gli allievi non sono tenuti a scegliere fra il percorso accademico, quello tecnico e quello professionale già a undici anni. Ed è un bene, perché una scelta precoce da parte degli studenti comporta una minore equità nei percorsi scolastici, nel senso che gli indirizzi prescelti sono maggiormente condizionati dall’origine socio-economica della famiglia. È quindi condivisibile l’obiettivo di individuare una via italiana all’alternanza scuola-lavoro.