“Sono lieto di partecipare alla giornata inaugurale di un evento così importante per la cultura e per l’editoria italiana, una manifestazione giunta alla 28esima edizione e che, nel tempo, continua a crescere per presenze di cittadini, per impegno di editori e di autori, per proposte innovative, per capacità di dialogo con altri Paesi e la loro cultura. La crisi economica, in questi anni, non ha certo risparmiato i libri e il mondo della carta stampata. Tanti numeri che riguardano il settore hanno il segno meno davanti, tanti posti di lavoro sono stati persi. Al tempo stesso, però, nuove professionalità stanno emergendo. E nuovi spazi si aprono”. Così il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Torino dove ha partecipato alla cerimonia di inaugurazione della 28esima edizione del Salone Internazionale del Libro nel corso della quale sono intervenuti: Rolando Picchioni, Presidente della Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura; Ernesto Ferrero, Direttore editoriale del Salone Internazionale del Libro; Piero Fassino, Sindaco di Torino; Sergio Chiamparino, Presidente della Giunta Regionale del Piemonte; Susanne Schütz, Ministro Plenipotenziario, Incaricata d’Affari dell’Ambasciata in Italia della Repubblica Federale di Germania.
LEGGERE NON È SOLO UNA RICCHEZZA PRIVATA “Leggere non è solo una ricchezza privata, destinata al singolo individuo. Leggere è una ricchezza per la società, è un bene comune. E’ un antidoto all’appiattimento, è ossigeno per le coscienze” ha sottolineato il presidente. “La lettura – ha continuato – non può neppure essere ridotta a consolazione o semplice svago. E’ semmai una porta sul mondo, che ci apre alla conoscenza di esperienze lontane, che ci mostra cose vicine che non avevamo notato, o capito, che ci fa comprendere le grandi potenzialità dell’umanità che ci circonda. Leggere ha a che fare con la libertà. E con la speranza”.
TROPPO PESSIMISMO “Il nostro è un Paese meraviglioso – ha sottolineato il Presidente Mattarella intervenendo alla cerimonia di inaugurazione della 28° edizione del Salone Internazionale del Libro – Dobbiamo esserne consapevoli. La storia ci ha consegnato uno straordinario patrimonio di civiltà, di arte, di bellezza, di creatività, di esperienze, di conoscenze diffuse. Un dono tanto grande ci impone però altrettanta responsabilità. E altrettanto coraggio. Questo patrimonio – che costituisce un tratto della nostra stessa identità e che il mondo apprezza come la ‘qualità italiana’ – va preservato, ma va ancor più valorizzato, va investito nella contemporaneità perché produca ancora cultura e storia, cioè futuro. Le Meraviglie d’Italia sono il tema conduttore del Salone di quest’anno: condivido il proposito di non indulgere a nostalgie o autocelebrazioni. Un po’ di autostima fa bene, sia chiaro. Soffriamo talvolta di eccessi di pessimismo. Ma il nostro sguardo va rivolto al domani”. “Anche l’Expo di Milano – ha aggiunto – è una grande occasione per il Paese per costruire reti e progettare con altri un futuro migliore. Costruire sinergie. Tra il Salone del Libro e gli altri eventi italiani. Tra le occasioni di cultura che Torino e il Piemonte stanno offrendo. Tra la cultura e il mondo della produzione”.
UN DELITTO LA CORRUZIONE DIFFUSA La visita del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Torino si è conclusa al Sermig – Servizio Missionario Giovani – dove il Capo dello Stato ha visitato l’Arsenale della Pace, accolto dal Presidente del Sermig, Ernesto Olivero, e dai bambini e dai ragazzi del quartiere di Porta Palazzo. Il Presidente Mattarella è quindi intervenuto nella Sala Polifunzionale dell’Arsenale alla cerimonia della 1° Giornata del Perdono nel corso della quale ha risposto ad alcune domande dei giovani del Centro e ha pronunciato un discorso. Nell’occasione ha incontrato gli ospiti, i giovani, e i volontari che operano nella struttura guidata da Ernesto Olivero. Al Sermig Mattarella ha parlato di corruzione e l’ha definita “un delitto”: “Un fenomeno che avvertiamo diffuso, una sorta di concezione rapinatoria della vita”. “La vita – ha aggiunto – è così bella che è un delitto ogni comportamento che turba e altera questa prospettiva”.
IL SENSO DELLA POLITICA “La politica smarrisce il suo senso se non è orientata a grandi obiettivi per l’umanità, se non è orientata alla giustizia, alla pace, alla lotta contro le esclusioni e contro le diseguaglianze – ha sottolineato Mattarella – La politica diventa poca cosa se non è sospinta dalla speranza di un mondo sempre migliore. Anzi, dal desiderio di realizzarlo. E di consegnarlo a chi verrà dopo, a chi è giovane, a chi deve ancora nascere. La corruzione, il potere fine a se stesso, sono conseguenza di una caduta della politica. Di un suo impoverimento. I giovani si allontanano e perdono fiducia perché la politica, spesso, si inaridisce. Perde il legame con i suoi fini. Oppure perde il coraggio di indicarli chiaramente”. (14 mag- red)