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BLITZ ANTI-TERRORISMO A PERUGIA, CINQUE ARRESTI

it@withub.it by it@withub.it
23 Ottobre 2007
in Archivio News dal mondo
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Perugia, 23 ott – Cinque arresti stamane a Perugia, in un’operazione antiterrorismo condotta dai carabinieri del Ros coordinati dalla procura del capoluogo umbro. Colpita una presunta cellula anarco-insurrezionalista denominata Coop-Fai (Contro ogni ordine politico/Federazione anarchica informale) “dedita al compimento di azioni criminose con finalità di terrorismo ed eversione all’ordine democratica”, attiva in Umbria e con ramificazioni in tutta Italia. In manette sono finiti cinque ragazzi poco più che ventenni, originari di Spoleto. Si tratta di Michele F. e Andrea D.N., entrambi di 20 anni, Dario P., 21 anni, Damiano C., 26, e Fabrizio R.R., 42enne. Quasi tutti sono studenti incensurati o con piccoli precedenti per reati contro l’ordine pubblico. Una sesta persona risulta inoltre essere indagata in stato di libertà, per partecipazione alla presunta associazione sovversiva. A tutti viene contestata la violazione dell’articolo 270 bis del codice penale, associazioni con finalità di terrorismo anche internazionale o di eversione dell’ordine democratico, con l’accusa di aver costituito, organizzato o comunque partecipato ad un gruppo di ispirazione “anarchico-insurrezionalista”.
L’indagine è stata denominata “Brushwood”, prendendo spunto dal termine inglese che definisce la “boscaglia”, spesso richiamata dagli arrestati – hanno riferito gli inquirenti – anche nei volantini di rivendicazione quale ambito di riferimento per la “Guerriglia rivoluzionaria”. L’inchiesta ha consentito, dunque, di individuare e disarticolare una cellula inserita nel progetto eversivo della Fai, responsabile di numerosi attentati in varie località. Si tratta, spiegano gli investigatori, di una sigla comparsa per la prima volta nello scenario eversivo nel dicembre 2003, quando aveva rivendicato i pacchi bomba spediti a Romano Prodi, all’epoca presidente della Commissione europea, oltre che al presidente della Banca centrale europea e alle sedi di Europol e Eurojust. Gli inquirenti avrebbero inoltre accertato la responsabilità della “Coop/Fai” in merito a vari danneggiamenti, anche seguiti da pericolosi incendi, ai danni di cantieri ed edifici pubblici, vilipendio e ingiurie nei confronti delle istituzioni dello Stato e dei suoi rappresentanti, istigazione a delinquere furto e procurato allarme, minacce di morte nei confronti del sindaco del Comune di Spoleto e di alcuni militari dell’Arma dei carabinieri e detenzione di armi e munizioni. I cinque sono ritenuti responsabili anche dell’invio, nello scorso mese di agosto, di una busta contenente due proiettili calibro 38 Special marca Winchester ed un volantino di rivendicazione contenente minacce di morte all’indirizzo della presidente della Regione Umbria, Maria Rita Lorenzetti. Secondo gli investigatori la firma sul volantino inviato alla presidentessa è la stessa. Nel documento inviatole veniva tra l’altro sollecitata l’adesione al compimento di azioni violente, dirette al sovvertimento dell’ordine democratico attraverso la pratica della lotta armata. Nel volantino, inoltre, si parlava di questioni come i lavori per la Tav e del Rio Fergia, lo sfruttamento di una sorgente di acqua nella zona di Nocera Umbra, ma anche a un incidente avvenuto in un cantiere edile nello spoletino. Secondo quanto riferito dagli investigatori lo stesso gruppo eversivo aveva recentemente minacciato “un’accelerazione armata alla guerra ecologista esplosa in Umbria” facendo un chiaro riferimento ad una “campagna armata da realizzare nei prossimi mesi”. Nell’ambito dell’operazione sono state infatti eseguite numerose perquisizioni nella regione e in Toscana, nel corso delle quali sono state sequestrate apparecchiature informatiche e numeroso materiale documentale, ora al vaglio degli inquirenti. Ad uno degli arrestati sono stati sequestrati anche cinque coltelli di grosse dimensioni. In particolare secondo il comandante del Ros dei carabinieri, generale Giampaolo Ganzer, quella disarticolata in Umbria era una cellula “in fase di crescita ma già strutturata e di livello di pericolosità crescente. Una cellula che stava sperimentando sul campo la propria capacità operativa”. L’ufficiale ha partecipato stamani alla conferenza stampa nel corso della quale è stata illustrata l’operazione “Brushwood” insieme al procuratore di Perugia Nicola Miriano. Presenti all’incontro in procura anche il pubblico ministero Manuela Comodi, il comandante della Regione Umbria dell’Arma generale Roberto Paschetto e il comandante provinciale colonnello Carlo Corbinelli. Il generale Ganzer ha parlato di gruppo “in fase operativa” e in grado di compiere azioni. Ha inoltre evidenziato che l’obiettivo era di innalzare il livello dello scontro, sperimentando sul campo le capacità acquisite. L’indagine condotta dal Ros di Perugia punta ora ad accertare quali fossero i collegamenti con il Fai, Federazione anarchica informale, ed eventualmente con altri gruppi. Di operazione “esemplare per tempestività” ha parlato il procuratore Miriano il quale ha sottolineato che a carico degli arrestati ”sono stati raccolti consistenti indizi di colpevolezza”. “Il risultato ottenuto – ha sottolineato il magistrato – è frutto dell’impegno di tutta la procura, magistrati e non”.

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