Perugia, 23 ott – “Sono fenomeni estranei al tessuto democratico dell’Umbria, contro i quali comunque la vigilanza, non solo delle forze di polizia ma anche della politica, deve rimanere alta”. Così il presidente della regione Umbria, Maria Rita Lorenzetti, ha commentato l’operazione dei carabinieri del Ros di Perugia che ha portato all’arresto di cinque persone accusate di far parte della cellula anarco-insurrezionalista denominata Coop-Fai (Contro ogni ordine politico/Federazione anarchica informale). Lorenzetti ha ringraziato “la procura della repubblica ed ai carabinieri per il loro tempestivo lavoro, rispetto ad un fenomeno che non è da sottovalutare ma che resta comunque estraneo al saldo tessuto democratico e civile della regione. Noi dobbiamo tenere alta la vigilanza – ha proseguito il presidente – l’attenzione democratica, metterci nelle mani della magistratura e delle forze dell’ordine e intanto, come forze politiche, istituzioni, come forze democratiche fare la nostra parte perché tutto questo sia sempre considerato estraneo. A noi, rappresentanti delle istituzioni e della politica – continua – spetta il compito, cui mai dobbiamo venire meno, di isolare ogni fenomeno di eversione”. Un duro colpo quello inflitto oggi, secondo Silvana Mura deputata di Idv, ai “tentativi di riorganizzazione delle frange eversive. Un’azione che mostra come nei confronti del terrorismo non si debba mai abbassare la guardia da parte dello stato. Inoltre – sottolinea – se verrà confermato che gli arrestati sono gli stessi che hanno inviato un proiettile alla Presidente della Regione Umbria Lorenzetti, la loro cattura è un segnale importante che le minacce non rimangono impunite”. Mura, ha inoltre rivolto le proprie congratulazioni ai carabinieri del Ros per la “brillante” conclusione della vicenda.
E sul blitz antiterrorismo condotto oggi a Perugia, il vice presidente del Gruppo Udc alla Camera Maurizio Ronconi ha espresso il suo apprezzamento alle forze dell’ordine, esprimendo anche la sua profonda preoccupazione per “la situazione dell’ordine pubblico e della sicurezza in Umbria che desta assoluto allarme evidenziando il fatto che ormai la regione è divenuta un centro nevralgico per attività terroristiche sia di matrice italiana che islamica. L’Umbria – prosegue Ronconi – è divenuta centro di attrazione della malavita organizzata per il riciclaggio e soprattutto centro di smistamento di ingenti quantità di stupefacenti, c’è da chiedersi se tutto questo non derivi anche da una perdurante e grave disattenzione delle istituzioni locali che per troppo tempo hanno preferito illudere sulla vivibilità dell’isola felice”. Preoccupazione e sgomento anche da parte del capogruppo dell’Udc in consiglio regionale Enrico Sebastiani: l’operazione di oggi, sottolinea, “non è accaduta a caso” ma rivela come l’Umbria ed in particolare Perugia non è più “un crocevia di interculturalità, ma è diventato un vero e proprio centro terroristico, uno scenario eversivo che fa paura, incentivato anche dai comportamenti delle istituzioni ed enti locali, spesso troppo tolleranti. Questo grave episodio – aggiunge – continua a compromettere le condizioni di sicurezza dei cittadini ed il grado di legalità e civiltà della nostra regione”. E sugli arresti di stamane nel capoluogo umbro, il consigliere regionale Andrea Lignani Marchesani (An) ha sottolineato che “come negli anni ’70”, l’Umbria “è crocevia internazionale di terrorismo e fondamentalismo. Un’emergenza sicurezza che non riguarda più solo la microcriminalità, ma che – aggiunge – ormai sta coinvolgendo i massimi livelli di una gerarchia del terrore che non può essere sottovalutata. La saldatura tra cellule dell’ultra-sinistra ed il fondamentalismo islamico può aprire scenari devastanti anche per una Regione abituata ad una grande qualità di vita e che non ha mai fatto i conti con anni di piombo o violenza diffusa”. Di tutt’altro avviso il capogruppo Ds-Ulivo in regione, Gianluca Rossi, secondo il quale, con gli arresti odierni, “l’Umbria conferma d’essere una regione vigile, capace di isolare questi anacronistici guastatori dell’ordine democratico. La solida tradizione civica e democratica della nostra regione impedisce il diffondersi di forme di lotta politica violenta e mai condivisibile”. Secondo Rossi, “c’è chi ha voluto speculare politicamente sull’accaduto, puntando l’indice contro le politiche sulla sicurezza del centrosinistra. La sicurezza – spiega in una nota – non ha bisogno di demagogia né di isterismi. Ha bisogno di certezze, di leggi e di un forte coordinamento tra le istituzioni. Soprattutto, ha bisogno di un tessuto sociale coeso, inclusivo, che è il vero custode di un’alta qualità della vita. Credo che l’Umbria – conclude – sia oggi tutto questo, e sono convinto che il ‘pacchetto-sicurezza’ del Governo possa consegnarci una conveniente ‘cassetta degli attrezzi’, con cui affrontare la complessità di una società attraversata da flussi sempre più veloci di persone e di merci”.
(Cep)