Roma, 23 ott – Non vuole parlare con i giornalisti. Ha un sorriso forzato sul volto il ministro della Giustizia Clemente Mastella quando esce dall’aula di palazzo Madama per un “coffee break” alla buvette, dopo le votazioni con le quali il senato ha respinto le due questioni pregiudiziali e la sospensiva presentate dall’opposizione sul dl collegato alla Finanziaria . La crisi per oggi è lontana: per uno/due voti, ma la nottata – come diceva Eduardo – è passata. Lui, in protagonista di questa giornata parlamentare al cardiopalma, però non vuole concedere dichiarazioni. “Lo sapete – dice ai giornalisti che lo seguono – che quando dico che non voglio parlare non parlo”. Neanche vuole dire se è felice, o almeno soddisfatto. Si appoggia con le braccia conserte sul bancone del buvette, accanto a lui il suo predecessore Roberto Castelli al quale tocca sdrammatizzare: “ha detto Di Pietro – scherza – che gli fa un’autostrada a Ceppaloni”. Mastella non reagisce e sorseggia un’aranciata. Uscendo si lascia andare e legge un sms inviatogli da un amico in mattinata: “oggi – dice – sulla giustizia è caduto il governo di San Marino”. A buon intenditor… Il governo italiano, invece, resta in sella grazie alle doti di mediazione di Romano Prodi. Il senato ha risposto come doveva questa sera. Domani si riprende: l’Aula sarà chiamata a votare i 48 articoli del decreto, uno dopo l’altro. I lavori devono concludersi per giovedì, giorno in cui, se sarà necessario si andrà avanti fino a notte inoltrata. “Il governo regge – afferma con soddisfazione la capogruppo dell’Ulivo Anna Finocchiaro -. Oggi è
andata bene, anche prima della votazioni avevo detto che eravamo tranquilli”.
L’esecutivo è salvo, quindi, ma non senza che il voto a palazzo Madama si tingesse di giallo. Due votazioni: la prima sulle pregiudiziali che ha visto 158 voti della maggioranza contro i 156 dell’opposizione; la seconda sulla sospensiva ha incassato, invece, 157 voti contro i 156 dell’opposizione. Che fine a fatto il voto mancante visto che dal tabulato risulta che nessuno si è astenuto? C’è chi parla con insistenza di errore tecnico ma anche chi paventa l’ipotesi di “un avvertimento”. La caccia al voto mancante porta ai banchi che si trovano alle spalle dei Verdi dove è seduto il senatore ex-Pdci, ora iscritto al gruppo misto, Ferdinando Rossi. Lui smentisce con fermezza: “non faccio imboscate”. Certo è che la tensione si taglia ancora col coltello. Mastella avrà anche incassato la fiducia del presidente del consiglio Romano Prodi (che ha anche rinnovato la fiducia alla magistratura) ma non è giunto nessun chiarimento col ministro Di Pietro dal quale avrebbe preso addirittura le distanze proprio nel corso del Consiglio dei ministri: con te nessun punto d’incontro – ha detto Mastella – non voglio avere nulla a che spartire. Il Guardasigilli continui a masticare amaro soprattutto dopo le affermazioni di Massimo Donadi, capogruppo dell’Idv alla Camera, che ai microfoni di Radioradicale questa mattina ha dichiarato: “io la fiducia a Mastella non la rinnovo”.
(Clb)