Roma, 29 ott – La prima iniziativa politica di Walter Veltroni da segretario del Partito democratico non piace al centrodestra. Il sindaco di Roma, al lavoro per incontrare i leader dei partiti dell’Unione e della Cdl, allo scopo di rinsaldare la coalizione, con i primi, e di aprire un dialogo sulle riforme costituzionali e sulla legge elettorale, con i secondi, sbatte contro il muro dell’opposizione. “Siamo all’auto-incarico – afferma il presidente dei senatori di Forza Italia Renato Schifani -. E’ vero che una prefazione o una consultazione Veltroni non la nega proprio a nessuno, ma il neosegretario del Pd con la richiesta di incontrare i due Poli ha lanciato un altro chiaro segnale di sfiducia a Prodi”. Secondo Schifani, “le vuote strategie veltroniane” sono “metodi della vecchia politica”. Maurizio Gasparri, dell’esecutivo di Alleanza nazionale, dice che l’opposizione non starà “ai trucchi veltroniani”. “Se pensa di usare i soliti giochini, tendendo la mano per poi ritrarla subito dopo – è la replica di Gasparri al leader del Pd – non ha capito che l’aria è cambiata. Il centrodestra non si fa infinocchiare come i suoi colleghi del Pd, che sabato mattina esultavano il neo segretario per poi ricredersi subito dopo e denunciarne i metodi antidemocratici e in perfetto stile sovietico. Ormai – prosegue il deputato di An – non c’è più tempo per alcuna forma di collaborazione perché il finto buonismo di Veltroni è stato definitivamente smascherato. Con chi dice di voler trovare un accordo ma non rende mai nota la sua posizione noi non ci stiamo”. Se Gasparri chiede di andare subito alle urne, l’Udc, unica forza del centrodestra a dimostrarsi leggermente più aperta nei confronti della proposta di Veltroni, con Lorenzo Cesa ribadisce la posizione dei centristi: “Siamo per una riforma elettorale sul modello tedesco perché è l’unica in grado di garantire quel che serve all’Italia: governabilità e stabilità – afferma il segretario – Ogni tentativo in questa direzione è utile, apprezzabile e va esplorato fino in fondo, a condizione che non si riveli una perdita di tempo. Anche perché di tempo, per la riforma elettorale, ne è rimasto davvero molto poco”. Il presidente del partito Rocco Buttiglione ha detto di aspettare una chiamata da Veltroni “per fissare un appuntamento”. Ma secondo il vicecapogruppo dell’Udc Maurizio Ronconi “sarebbe ridicolo iniziare a discutere sulla nuova legge elettorale di fronte ad un governo battuto sulla finanziaria. Dunque prima fornisca la prova che la maggioranza con il governo ci sono, poi Veltroni proceda nella mediazione sulla legge elettorale”. Per Gianfranco Rotondi, segretario della Dc per le Autonomie, “il governo tra un paio di settimane cadrà e, francamente, nonostante gli appelli degli ultimi giorni non ci sono più le condizioni per un confronto sereno e costruttivo sulla legge elettorale”. E anche dagli alleati arriva un rimprovero a Veltroni. “L’opposizione – sottolinea il capogruppo dell’Udeur alla Camera, Mauro Fabris – senza una proposta chiara fa bene a tirarsi indietro dagli incontri con Veltroni”. “La responsabilità dello stallo sulla legge elettorale è di chi da un anno la tira per le lunghe, cioè il Pd”.
(Fca)