Roma, 29 ott – La prima iniziativa di Walter Veltroni è stata quella di chiedere un incontro con i vertici di tutte le forze parlamentari. Sia con quelle di governo, per concordare una strategia comune di rafforzamento dell’esecutivo in vista del voto finale sulla Finanziaria, sia con quelle di opposizione, per riaprire il confronto sui temi delle riforme istituzionali e della legge elettorale. Se l’opposizione, come ci si attendeva, si oppone definendo “trucchi” e “giochini” gli appelli del segretario del Pd, anche all’interno della maggioranza l’appello di Veltroni suscita risposte positive. Ma con qualche riserva. Il segretario del Prc Franco Giordano, accettando l’invito all’incontro di Veltroni, approfitta per spingere anch’egli su un’accelerazione verso una legge elettorale proporzionale pura. Il leader di Rifondazione ribadisce la lealtà del suo partito all’esecutivo, invitando il sindaco di Roma a riflettere sulla prospettiva, ventilata sabato a Milano, di un Partito democratico che corra da solo, facendo a meno delle alleanze. “Se vuole prospettare una via solitaria – sottolinea Giordano – Veltroni lo faccia pure ma la responsabilità verso il Paese è grandissima: lascerebbe un’enorme prateria davanti a Berlusconi”. Anche di questo, probabilmente, si parlerà nei colloqui tra il nuovo leader del Pd e gli alleati di governo. Incontri nei quali si vorrà anche verificare l’assetto della maggioranza dopo il voto-thriller della settimana scorsa al Senato sul dl fiscale collegato alla Finanziaria, e prima delle decisive battaglie parlamentari in vista del varo della manovra stessa. Chi ha già espresso la propria posizione in proposito è Lamberto Dini, leader del movimento Liberaldemocratico, molto critico nei confronti dell’operato del governo e della nascita del Partito democratico. “Siamo sempre disposti ad ascoltare – ha detto il senatore – ma la nostra posizione non cambia”. Ovvero, riserva di “mani libere”. Dall’ex premier e dai suoi parlamentari sono giunte alcune delle più concrete minacce di crisi per il governo Prodi e il buon esito della votazione della Finanziaria dipenderà anche dalla posizione che i Liberaldemocratici assumeranno in proposito. Nell’Unione, sempre sull’appello al dialogo di Veltroni, non mancano ulteriori distinguo. Favorevole all’iniziativa l’Italia dei Valori: “Guarderemo con interesse ed estrema attenzione, quindi, alla fase di incontri che a breve si aprirà con il Partito democratico – spiega il capogruppo alla Camera Massimo Donadi – al fine di garantire l’approdo ad una legge elettorale che riconsegni ai cittadini il potere di scegliere i propri candidati, che assicuri stabilità ai governi, attraverso l’inserimento di premi di maggioranza e, infine, che giunga a semplificare il quadro politico attraverso adeguate soglie di sbarramento”. Domani alle 20.30 intanto Veltroni incontrerà i parlamentari dell’Ulivo.
(Clg/Caf)