Napoli, 29 ott – Idee innovative per affrontare le sfide e proiettare l’associazionismo nel futuro. Questa la ricetta del presidente del Comitato parlamentare sugli italiani all’estero, Franco Narducci, intervenuto oggi al seminario interregionale organizzato a Napoli dalla Consulta Nazionale dell’Emigrazione, sul tema “L’Associazionismo in Emigrazione: rappresentanza e nuove generazioni”. “Credo – ha affermato Narducci – che l’importanza della Cne, organismo che raggruppa le maggiori associazioni nazionali italiane e in particolare quelle a carattere regionalistico, imponga a tutti noi una riflessione ampia sullo stato di salute dell’associazionismo in emigrazione che, nel tempo, ha superato mille difficoltà ed ora deve fare i conti con la rapidità dei cambiamenti sociali e culturali che stiamo vivendo, ma anche con i passaggi generazionali che spesso mettono in moto un andamento di disgregazione e frammentazione”. “In varie nazioni – continua – l’integrazione delle comunità italiane pone esigenze nuove di cui occorre farsi carico. Fortunatamente non mancano prospettive incoraggianti e di sicuro interesse, grazie soprattutto alle iniziative messe in campo dalle regioni italiane in questi ultimi anni, caratterizzate soprattutto da elementi innovativi e discontinuità rispetto alla tradizione”. Per ridare fiato e spinta alle associazioni operanti all’estero è stato discussa nel corso del seminario un provvedimento per modificare la Legge 383/2000 – Disciplina delle associazioni di promozione sociale, una pietra miliare per l’associazionismo italiano operante nel volontariato. “Riconoscendo, come generalmente viene fatto, che nonostante il quadro profondamente mutato non è venuto meno la funzione sociale e culturale dell’associazionismo all’estero – ha sottolineato il parlamentare – bisogna estendere le possibilità date dalla 383 anche a quelle associazioni che dall’Italia si occupano da decenni dei nostri concittadini emigrati. E’ un diritto che accorda loro la Costituzione ed è una leva operativa per rafforzare la rete”. Un nuovo volto, quello dell’emigrazione italiana soprattutto giovanile e qualificato. I giovani vanno all’estero con buoni titoli di studio e il flusso è in crescendo (dal 1996 al 2002 si stima che in media abbiano lasciato l’Italia 3’300 laureati annualmente). “L’Unione Europea- ha incalzato il parlamentare eletto all’estero – ha deciso finalmente di contrastare la ‘fuga’ dei nostri giovani ricercatori con il lancio della blue card in risposta alla green card americana. Inoltre, ha proclamato il 2007 anno della mobilità giovanile finanziando con 800 milioni di euro la creazione di apposite agenzie per l’occupazione giovanile. Un programma che l’Italia sta rendendo operativo seppur con qualche ombra”. E per creare l’opportunità d’incontro tra questi giovani e la rete associazionistica italiana all’estero “occorre –secondo Narducci – puntare sulle giovani generazioni italiane cresciute e affermatesi all’estero più in sintonia, in termini di linguaggi e interessi culturali, con i loro coetanei in mobilità geografica. La Conferenza dei giovani italiani all’estero rappresenta una grande opportunità d’incontro, in tal senso, e a maggior ragione occorre una gestione democratica dell’intero processo, senza paternalismi istituzionali e senza pretese di “controllo” da parte dell’associazionismo”. In merito al dibattito sugli interventi di formazione professionale garantiti dal nuovo bando, Narducci ha rimarcato che i notevoli investimenti economici fatti dall’Italia in tale settore devono essere considerati a ragione strumenti di politica estera e come tali fatti valere dal nostro governo. Ma occorre anche dare un assetto sistemico agli interventi, in stretto rapporto con i mercati del lavoro dei Paesi ospitanti e con le autorità ad essi preposte. “E’ la via giusta, ha concluso Narducci, per generare un effetto virtuoso a vantaggio delle nostre comunità e del nostro Paese”. Un seminario, quello di oggi, che secondo Rino Giuliani, presidente della Cne “affronta il nodo della rappresentanza delle Associazioni con l’intento di porre nel necessario rilievo l’attualità della funzione di promozione sociale che associazioni locali, regionali e nazionali svolgono in emigrazione”. “La Consulta – continua – vuole rilanciare un dibattito vivace e concreto su temi fondamentale quali: pluralismo delle presenze ed articolazione della rappresentanza, distinzione di ruolo rispetto al mondo della politica e dei patronati, rapporti con le istituzioni, dinamiche di rinnovamento attraverso un protagonismo né effimero né di facciata delle nuove generazioni integrate nei paesi d’accoglienza e soluzioni concrete per un loro legame stabile con l’Italia di oggi”. Presenti alla manifestazione anche Elio Carozza, segretario Generale del Cgie; Claudio Micheloni, presidente della Commissione Italiani all’estero del Senato ed Eleonora Cavallaro, presidente Acli Campania e componente del direttivo della consulta regionale dell’Emigrazione.
(Cep/Caf)