Razionalizzazione del quadro normativo finalizzato a un maggior livello di certezza del diritto e di semplificazione dei procedimenti; trasparenza e pubblicità delle procedure di gara; riduzione degli oneri burocratici a carico dei partecipanti e semplificazione delle procedure di verifica da parte degli appaltanti; il contenimento dei tempi e la piena verificabilità dei flussi finanziari. Sono solo alcuni dei criteri previsti dalla delega al governo per il recepimento di tre direttive che riordinano la normativa europea, concessa dal Senato con il ddl approvato questa mattina, e che dovrà essere attuata entro il 18 febbraio 2016.
ANTITRUST Un passo importante, citato stamattina anche dal presidente dell’ Antitrust Giovanni Pitruzzella nella sua relazione annuale al Parlamento (“I principali antidoti per combattere il diffondersi della corruzione – vera e propria tassa occulta per il sistema economico – sono una concorrenza effettiva e la certezza dei diritto e la sburocratizzazione”), e che prevede pure l’ estensione delle forme di partenariato pubblico privato, il miglioramento delle condizioni di accesso, per le piccole e medie imprese e le imprese di nuova costituzione, al mercato degli appalti pubblici e delle concessioni, l’ individuazione, per le procedure di affidamento, di modalità volte a garantire i livelli minimi di concorrenzialità, trasparenza e parità di trattamento e la sostituzione del criterio del massimo ribasso con il criterio dell’ offerta economicamente più vantaggiosa, il rafforzamento dei poteri di vigilanza e indirizzo dell’ Anac, l’ Autorità nazionale anticorruzione.
M5S E PD Il provvedimento ha ricevuto un sostanziale consenso generale da parte dell’ aula: nessun gruppo ha votato contro, mentre Movimento 5 Stelle e Sinistra Ecologia e Libertà si sono limitati all’ astensione: “avremmo voluto una delega ben più chiara, non soggetta in alcun modo ad interpretazioni, né ad eccezioni – ha spiegato Massimo Cervellini, di Sel – ma : mi auguro che la Camera possa proseguire il lavoro avviato, per aprire una nuova era rispetto al ‘ sistema Incalza’, ad esempio sul tema delle concessioni”. Mentre per M5S spiega Andrea Cioffi: “Non condividiamo il metodo scelto della delega, lascia ampio spazio nel definire i dettagli degli istituti e come si sa, il diavolo si annida proprio nei dettagli. Tra i punti negativi c’è l’ emendamento approvato che di fatto elimina i bandi di gara ad evidenza pubblica per le opere in project financing. Questo produrrà ingiustizie, favoritismi e illegalità”. Sorride invece il Pd: per Luigi Zanda “in un settore chiave per l’ economia e per la concorrenza, vengono finalmente omogeneizzate le regole italiane a quelle europee. Il rafforzamento del processo di coesione politica dell’ Europa, passa anche attraverso misure come questa che rendono più integrato, più forte e più attrattivo il mercato del nostro Continente”.
(18 giu – Sis)
