Proprio nei giorni “del massimo sforzo”, e forse anche delle massime difficoltà, in sostegno dell’opera del governo Renzi arriva l’Antitrust. Nella sua relazione annuale al Parlamento, infatti, il presidente dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato Giovanni Pitruzzella spiega che “in Italia la struttura economica, almeno fino al 2010, ha creato grandi zone di privilegio: invece del mercato aperto sono prevalse le rendite di posizione”, favorendo quello che si definisce come “capitalismo di relazione”. Nell’ultimo periodo, però, “l’apertura alla concorrenza si colloca nell’ambito di un cambiamento del quadro giuridico che finalmente sta creando un ambiente favorevole all’iniziativa economica e che rimuove alcune delle principali cause del deficit di competitività. In questa prospettiva, vanno almeno citate la riforma del mercato del lavoro e Jobs Act, la legge delega per la riforma della pubblica amministrazione, la nuova disciplina della giustizia civile, l’imminente delega fiscale, l’ormai prossima riforma del codice degli appalti e il progetto sulla banda ultra-larga”.
In più, spiega Pitruzzella, va considerato almeno un altro provvedimenti: “un’ ulteriore spinta potrà venire dall’ approvazione parlamentare del disegno di legge annuale sulla concorrenza presentato ad aprile dal governo, che incide sui mercati in cui permangono regolazioni che creano privilegi: l’ opposizione delle lobbies sarà assai intensa, ma siamo certi che il Parlamento saprà resistervi”. Per quanto riguarda invece la già citata delega sugli appalti, che proprio oggi ha ricevuto il primo ok da parte del Senato: “I principali antidoti per combattere il diffondersi della corruzione – vera e propria tassa occulta per il sistema economico – sono una concorrenza effettiva e la certezza dei diritto e la sburocratizzazione”.
Insomma, anche l’ Antitrust come la Corte dei Conti pochi giorni fa conferma che il periodo più buio, in termini almeno economici, è alle spalle. “Le imprese stanno cominciando ad assumere, mantengono una buona propensione agli investimenti, aumentano le esportazioni (+2%), si consolidano alcune leadership, vi sono importanti investimenti europei, crescono le nuove imprese: c’è una interazione virtuosa tra politiche pubbliche, attività dell’ antitrust e comportamenti delle imprese. E’ un passaggio ancora incompiuto e non privo di contraddizioni, ma necessario se vogliamo avviare una crescita economica duratura”. (18 giu – PO / Sis)
