Roma, 30 ott – “Dopo la Finanziaria sarà bene che Prodi riprenda le redini in mano: serve un nuovo governo e un nuovo programma perchè così non ci sono le condizioni per andare avanti”. Lo dice il segretario dello Sdi Enrico Boselli oggi in Senato in occasione della presentazione degli emendamenti socialisti alla Finanziaria. Boselli, con i colleghi Gavino Angius, Valdo Spini e con i senatori della Rosa nel Pugno, si dice d’accordo sullo “snellimento” dell’esecutivo e aggiunge che: “il Pd deve cercare di ridurre la propria egemonia e le proprie pretese”. Per quanto riguarda le proposte i senatori della Costituente Socialista hanno presentato “pochi qualificati emendamenti”. “Le nostre proposte – dicono – non implicano aggravi di spesa, perché minori entrate o maggiori spese sono sempre compensate da altre entrate o tagli veri: risorse che è possibile trovare subito, se solo si vorranno porre al centro dell’azione politica le quattro priorità del Paese”. “Su queste – spiegano – la Costituente Socialista impronterà tutta la sua azione in Parlamento, per dare alla manovra 2008 un necessario contributo socialista, laico e riformista”. Le proposte del Partito socialista puntano sulla tassazione delle rendite, che vengono portate al 20%, in linea con quanto avviene negli altri Paesi europei. Nello stesso tempo, però, i socialisti prevedono la riduzione dal 27 al 20% della tassazione sui conti correnti. Altro punto qualificante, la riduzione delle tasse sui redditi da lavoro, dipendente e autonomo, per due miliardi di euro. Per quanto riguarda l’otto per mille, i socialisti propongono che mezzo miliardo di euro proveniente dai fondi di chi non sceglie nessuna confessione religiosa venga destinato alla costruzione di nuove case popolari. Altro emendamento dei socialisti prevede che le attività commerciali della Chiesa siano sottoposte al pagamento dell’Ici. Per quanto riguarda i giovani e i precari, i socialisti propongono di prevedere un’indennità di disoccupazione di 400 euro mensili per i lavoratori precari che restano disoccupati. Non dimeticano le imprese nelle loro proposte e per quelle piccole e medie che crescono e innovano, propongono sostegni “non mediante inutili contributi, ma creando un ambiente favorevole alla ricerca e alla crescita dimensionale, con meccanismi di premialità delle imposte”. Prevista anche una riduzione delle tasse per le imprese “che fanno ricerca, esportano e si aggregano”.
(Iil)