Roma, 25 giu – “Siamo un Paese molto amato nel mondo, la considerazione di cui godiamo è universale e sempre sorprendente e si basa su un mix di tradizione, storia, cultura e funzione attuale: siamo sempre in prima linea nel dialogo e nella capacità di costruire ponti”. Così il ministro degli Affari esteri e della Cooperazione interazionale, Paolo Gentiloni, aprendo alla Farnesina la seconda giornata della conferenza dei direttori degli Istituti italiani di cultura nel mondo. Secondo Gentiloni, il Belpaese, “pur nelle fedeltà delle sue alleanze, è il Paese più convintamente europeista tra quelli europei, convintamente atlantico e tuttavia un Paese capace di aprire ponti nelle direzioni più diverse e che quindi è considerato amico in molte parti del mondo”. Un Paese che “pur essendo uno dei dieci grandi del mondo, non ha un’agenda nascosta – spiega il ministro degli Esteri – e non esercita una forza economica e politica per costruire aree di influenza, ma per allacciare relazioni e prevenire conflitti”. Questi sono, secondo Gentiloni, “gli elementi della nostra politica estera che da decenni portiamo avanti con grande continuità”. (Sip)