Le allergie non vanno mai in vacanza, tantomeno durante l’estate. Tra le reazioni più insidiose durante i mesi più caldi, soprattutto per tutti coloro che frequentano le località balneari, sono tre quelle che devono destare maggiore attenzione: imenotteri, meduse e creme, abbronzanti e non. La prevalenza delle reazioni sistemiche da punture di imenotteri risulta compresa tra lo 0.4-0.8% della popolazione pediatrica e il 5% della popolazione adulta; di queste ultime circa l’ 1% è di tipo anafilattico. Se vengono considerate anche le reazioni allergiche di tipo locale la percentuale arriva al 19%. Per evitarle, secondo gli specialisti Siaaic, Società Italiana Allergologia Asma e Immunologia Clinica, bastano poche accortezze:
1) evitare di indossare abiti di colore sgargiante o con disegni floreali; 2) non fate movimenti bruschi se si è avvicinati da questi insetti; 3) non usare cosmetici profumati, lacca per capelli o essenze odorose; 4) fornirsi di insetticidi da tenere anche in macchina; 5) conservare con cura e ben chiusi i rifiuti domestici ed evitare le aree adibite alla loro raccolta; 6) usare cautela quando si lavora all’ aperto, in soffitta o sui cornicioni dei tetti; 7) quando si cucina o si mangia en plein air non bere drink o bevande dolcificate e non lasciare scoperti alimenti; 8) all’ aria aperta indossare adeguate protezioni, come scarpe, maniche lunghe, pantaloni e guanti; 9) applicare le zanzariere alle finestre di casa; 10) far bonificare da personale specializzato eventuali nidi nei pressi della propria abitazione.
Ma non è tutto, perché spesso il pericolo non è soltanto nell’ aria, ma anche nell’ acqua, a causa delle meduse. In caso di puntura, se si è soggetti allergici si avrà bisogno urgentemente di adrenalina, altrimenti bisogna stare calmi, respirare normalmente, uscire dall’ acqua e lavarsi la parte colpita con acqua di mare. Non metterci quella dolce perché questa favorisce la scarica del veleno, e lasciare stare i rimedi naturali come pietre calde e sabbia, perché per annullare le tossine serve una temperatura di 40/50°, mentre ammoniaca e urina potrebbero infiammare ulteriormente. Non grattarsi assolutamente e, se possibile, richiedere un gel astringente al cloruro d’ alluminio. Anche le creme solari, gli esperti SIAAIC, possono indurre reazioni irritative, sensibilizzazione, fototossicità e fotoallergia, causate da essenze e conservanti contenuti nelle loro formulazioni. In realtà le reazioni allergiche alle creme solari sono piuttosto rare, anche se in aumento. “Generalmente i componenti maggiormente implicati nelle reazioni allergiche cutanee indotte da creme solari – spiega Eustachio Nettis, docente universitario di Bari e membro SIAAIC – sono l’ acido paraminobenzoico (PABA), un filtro chimico che protegge la pelle dai raggi solari ma non è visibile una volta spalmato; nuovi filtri solari chimici che hanno sostituito il PABA, come benzofenoni e dibenzoilmetano e, in ultimo, il metossicinnamato; profumi e aromatizzanti come il balsamo del Perù o il Lyral che è una fragranza sintetica; conservanti (ad esempio: Quaternium 15) emollienti ed emulsionanti. Vale inoltre la regola di non acquistare prodotti che non siano correttamente conservati o che non riportino in etichetta gli ingredienti contenuti”. Il consiglio è di preferire prodotti che abbiamo meno di 10 ingredienti in quanto meno irritanti e meno allergizzanti e che abbiano un contenuto di filtri chimici basso. Interrompere l’ utilizzo del prodotto qualora dovessero insorgere: rossore, bruciore, prurito o altri sintomi.
(red – 2 lug)