AIGUES-MORTES, QUANDO GLI EMIGRATI ERAVAMO NOI
“Il libro di Enzo Barnabà è una boccata d’ossigeno. Perché solo ricordando che siamo stati un popolo di emigranti vittime di odio razzista si può evitare che oggi, domani o dopodomani si ripetano altre cacce all’uomo. Mai più Aigues-Mortes. Mai più”. Parola di Gian Antonio Stella. In “Aigues-Mortes. Il massacro degli Italiani” (Infinito edizioni, euro 14, pp. 204), Enzo Barnabà racconta quanto accaduto ad Aigues-Mortes, un piccolo comune della Francia del sud circondato dagli stagni della Camargue e da ampi territori paludosi. Dalle paludi si estrae il sale, il prezioso oro bianco, che rappresenta la vera ricchezza del paese. Il lavoro nelle saline è durissimo, pagato con pochi franchi al giorno e non mancano le rivalità tra gli operai francesi e quelli italiani stagionali, accusati dai francesi di essere preferiti dai proprietari delle saline. È il 17 agosto del 1893 ed è iniziata la faticosa fase della raccolta e trasporto del sale: alcuni scontri tra lavoratori francesi e italiani registrati il giorno precedente aizzano la folla nella caccia all’italiano. Dieci lavoratori – la maggior parte provenienti dalle campagne del cuneese – resteranno uccisi, tantissimi i feriti. Un episodio di feroce razzismo avvenuto quando gli emigranti eravamo noi e su cui è sceso per decenni un velo di silenzio e di omertà. (Red)
SARTORI E LA “CORSA VERSO IL NULLA”
Con la consueta lucidità di analisi ed estrema chiarezza, Giovanni Sartori in “La corsa verso il nulla. Dieci lezioni sulla nostra società in pericolo” (Mondadori, euro 15, pp. 112) affronta alcuni temi cruciali del nostro tempo: la crisi della politica, i labili confini tra libertà e dittatura, il “conflitto di culture e di civiltà” fra Islam e cristianesimo, la “guerra terroristica” e la “guerra al terrorismo”. Come in molti suoi editoriali sul Corriere della Sera, il noto politologo scrive inoltre di questioni di vitale importanza per la nostra Repubblica, come il sistema elettorale “perfetto”, l’ondata migratoria e il diritto di cittadinanza, e – in ultimo – il delicato quesito su quando la vita biologica diventa propriamente umana. “Gli uomini, una volta scesi dagli alberi e diventati bipedi implumi, si sono organizzati in piccole tribù dedite alla caccia e all’agricoltura – ricorda Sartori – Il salto è avvenuto con la scoperta della macchina, che ha creato una nuova società, la società industriale. Tutto bene, finché non ci siamo resi conto che anche le macchine potevano essere prodotte dalle macchine, togliendo lavoro a un mondo sovrappopolato, sempre più tele-diretto”. “La corsa verso il nulla” offre stimolanti spunti di riflessione e raccoglie le amare considerazioni di un grande saggio della cultura politica sul lento declino a cui l’Italia e l’Europa sembrano destinate per non aver saputo salvaguardare i valori fondanti di una società realmente liberal-democratica. (Red)
“EROSKITCHEN” DI MONICA MICHELI PANOZZO
Da venerdì 3 luglio è disponibile su Amazon e pre-ordinabile in tutte le librerie “Eroskitchen”, il nuovo libro della scrittrice, autrice e presentatrice toscana Monica Micheli Panozzo, project manager e blogger di eroskitchen.com. Cucina afrodisiaca, “consigli per gli ascolti”, fotografie d’arte firmate dalla visual artist e coautrice Alessandra Peri e un tocco di ironia tutta al femminile si fondono elegantemente, dando vita a un originalissimo manuale di ricette afrodisiache (ideate dallo chef Alessandro Salamone di Spaghetti Bites) ed evoluzione relazionale. “Mi piace creare un parallelo tra ‘Eroskitchen’ e il burlesque – racconta l’autrice a proposito del libro – due ambiti in cui sensualità, leggerezza e ironia si combinano alla perfezione, dando vita a qualcosa di ‘speciale’”. A proposito invece della nascita di “Eroskitchen”, racconta: “Gli alimenti afrodisiaci sono una realtà: è la conclusione alla quale sono giunta dopo cinque anni di ricerche e sperimentazioni personali. Il progetto Eroskitchen, per la precisione, è nato proprio in seguito a una timida osservazione di un mio commensale, il quale rifiutò una porzione del mio epico (modestamente!) ‘Cioccolatissimo Mercalli’ in quanto, memore del precedente assaggio, sapeva che non sarebbe riuscito a riposare beatamente quella notte: non da solo, quanto meno! L’ardita confessione scatenò dapprima l’ilarità generale, per lasciar posto poi ad analoghe testimonianze. Di qui, l’illuminazione: e se esistessero davvero delle pietanze in grado di solleticare il subconscio, insinuando le proprie volute profumate fino al cuore del nostro immaginario erotico?”. (PO / Red)
“LE INCANTATRICI” DI PIERRE BOILEAU E THOMAS NARCEJAC
La prima volta che Pierre Doutre vede quella incantevole, esile ragazza bionda – “di un biondo luminoso, irreale, che le fluttuava intorno come un riverbero” – è al funerale del padre, il celebre illusionista noto come “professor Alberto”. E un attimo dopo gli sembra di vivere in un sogno, o piuttosto in un incubo: perché ne vede un’altra, identica, e pensa che sia una fata, capace di “sdoppiarsi a suo piacimento”. Ben presto però scoprirà, con una sorta di voluttuoso stupore, che le fate sono due, ugualmente ammalianti. Questa la trama del romanzo “Le incantatrici” di Pierre Boileau e Thomas Narcejac (pubblicato da Adelphi in edizione italiana, traduzione di Federica Di Lella e Lorenza Di Lella). Di quel padre lontano e assente, del quale nei lunghi anni di collegio si è sempre vergognato, Doutre imparerà il mestiere; e se diventerà famoso quanto lui sarà grazie a un numero costruito proprio sulla incredibile somiglianza tra le gemelle da colei che sembra essere ormai la vera figura dominatrice della sua esistenza: la madre, la rapace Odette. A poco a poco, sedotto dal fascino ambiguo e perturbante delle sue partner, Pierre si ritroverà invischiato in un gioco perverso, un gioco di specchi in cui realtà e finzione, eros e morte, innocenza e colpa si scambiano continuamente i ruoli – con, sullo sfondo, la maschera della morte. (Red)
SELLERIO PRESENTA “TURISTI IN GIALLO”
Il delitto ama viaggiare. Anzi, da Arthur Conan Doyle e Agatha Christie in poi, il crimine quando si mescola con lo sradicamento del viaggiatore offre pagine gialle di accresciuto mistero, frutta più elaborate costruzioni di intreccio. Le piste sbiadiscono, i moventi diventano più confusi, più ingarbugliati gli enigmi quando vengono da lontano con i turisti. Una vetta valdostana ha inghiottito per sempre uno scalatore: Rocco Schiavone, il poliziotto romano creato da Antonio Manzini con un cuore tenero sotto strati di scuro, deve salire dove mai vorrebbe per vedere la montagna assassina. Petra Delicado, barcellonese e femminista ispettrice inventata da Alicia Giménez-Bartlett, scopre da dove viene il corpo della prostituta abbandonata in un fosso. L’eroe dello scrittore Gaetano Savatteri si chiama Lamanna ed è un giornalista disoccupato; costretto a fare da guida turistica gli capita una strana coppia, un attempato signore con la sua giovanissima compagna straniera. Francesco Recami, con la sua penna, manda il pensionato della serie Casa di ringhiera a Firenze: caldo e confusione per un ricorrente thriller degli equivoci. Al tempo in cui ancora si coniavano le lire, Santo Piazzese trova un nuovo inghippo per il suo professor La Marca; sono venuti due scienziati americani per un seminario di biologia, ma di che molecole si occupano per davvero? Massimo, il barista del BarLume, è in montagna con la fidanzata poliziotta; Marco Malvaldi, il suo autore, gli mette tra gli scarponi un rompicapo. Gli autori di “Turisti in giallo” (Sellerio, euro 14, pp. 368) sono tra gli scrittori che più hanno rinnovato il poliziesco in questi anni. Un successo letterario che trova le sue basi nella personalità umana che resta impressa dei loro investigatori e nell’ambientazione insolita, quasi eccentrica, in cui si muovono. E nel racconto giallo, genere delicato e prezioso da costruire di cui Sellerio ha con questa antologia completato la nona raccolta a tema, questi caratteri risaltano nella loro pienezza. (Red)