Roma, 2 nov – Il Gip di Roma Claudio Mattioli ha convalidato il fermo del rumeno Nicolae Romulus Mailat, il ventiquattrenne accusato di aver aggredito, seviziato e ucciso Giovanna Reggiani martedì sera, nella zona di Tor di Quinto. L’uomo, interrogato oggi, ha ammesso solo di aver rubato la borsa della donna, non di averla violentata e uccisa. E proprio a questo proposito, si attendono i risultati dell’autopsia sul corpo della donna, prevista oggi all’università La Sapienza, nel corso della quale si dovrà stabilire se la vittima sia effettivamente stata stuprata. Mentre i rilievi autoptici e le indagini degli inquirenti cercano di far luce sulle zone d’ombra della ricostruzione dell’accaduto, il fronte della lotta alla criminalità clandestina, soprattutto di origine romena, è in pieno fermento. La baraccopoli di Tor di Quinto viene lentamente sgomberata in queste ore, anche se l’abbattimento delle baracche è stato rinviato per permettere gli ultimi rilievi della scientifica. Altri sgomberi e demolizioni sono stati effettuati nella zona di Porta Portese. A tale proposito, il capo della Polizia Antonio Manganelli – in una intervista rilasciata oggi al Messaggero – ha promesso un censimento degli stranieri comunitari passibili di espulsione, il tutto, però, “nell’assoluto rispetto della dignità umana e delle persone, senza caccia alle streghe e senza criminalizzare etnie”. Manganelli ha anche dichiarato che a Roma, “si pagano le conseguenze di un clima di impunità che è durato troppo a lungo”. Il capo della Polizia ha anche stabilito che il decreto legge del governo sulle espulsioni sia reso immediatamente operativo. Su questo fronte, però, l’Unione europea giudica il provvedimento “efficace ma tardivo”, in quanto “da mesi era stato chiesto di recepire la direttiva del gennaio 2006 che estende la libera circolazione a tutti i cittadini della Ue, però prevede la possibilità per ogni Stato membro di espellere i comunitari se esistono problemi legati alla salute pubblica, alla sicurezza e all’ordine pubblico”. Il ministero dell’Interno ha però fatto sapere, in una nota, che “l’attuazione di quella direttiva era già pienamente avvenuta con il decreto legislativo numero 30 del 6 febbraio 2007, tanto è vero che il potere di allontanamento per mancanza di mezzi di sussistenza è stato ripetutamente utilizzato”. La vicenda, insomma, sta assumendo i tratti della polemica politica. La morte di Giovanna Reggiani, ha detto il viceministro degli Esteri Patrizia Sentinelli, “non deve portare a politiche indiscriminate contro tutti coloro che vengono in Italia per cercare un futuro diverso. Nell’individuare le misure della repressione occorre stare attenti a non fare di tutta l’erba un fascio”. La Sentinelli ha inoltre ricordato come “non tutti i migranti che vivono in Italia sono irregolari o collusi con la criminalità”. Ma, sempre a sinistra, c’è anche chi, come il sindaco di Venezia Massimo Cacciari, sposa la linea della fermezza: “Il decreto espulsioni – ha detto – è giustissimo. Dove c’è uno che delinque va espulso. In Italia si va sempre in emergenza. Le espulsioni, però, vanno fatte ovunque. Chi non è in regola va espulso e questo sia che avvenga a Gallarate, sia a Roma”. Il capogruppo alla Camera dei Verdi, Angelo Bonelli, ha invece invitato il centrodestra a non speculare sulla morte della Reggiani: “Forza Italia, Alleanza Nazionale e tutta la Cdl dovrebbero a smettere di strumentalizzare un episodio così crudele”. Il vicepresidente della Commissione europea e commissario Ue per la Giustizia, Franco Frattini, ha dal canto suo auspicato, in una intervista rilasciata al Messaggero, “una duplice operazione di espulsione e smantellamento delle baraccopoli”. Il vicecoordinatore nazionale di Forza Italia, Fabrizio Cicchitto, ha invece puntato l’indice contro “l’eccesso di bugie e di menzogne di Prodi e Veltroni. Siamo costretti a reagire perché la pazienza ha un limite. Il nodo dei romeni è venuto nel 2006 ed è stato gestito malissimo dal governo attuale. Con l’ingresso dei rumeni in Italia – continua Cicchitto – c’è stato un innalzamento della violenza che Veltroni non ha capito. Il sindaco e i suoi assessori se ne sono semplicemente fregati di questo salto di qualità compiuto dalla criminalità a Roma fino a quando una donna non è stata massacrata”. La Cdl, inoltre, si sta organizzando anche con manifestazione e cortei. Se Mario Borghezio, eurodeputato della Lega Nord, annuncia “ronde padane” a Torino e Piacenza, Azione giovani, il movimento giovanile di Alleanza nazionale, ha invece indetto una manifestazione a Palermo, per chiedere lo smantellamento del campo nomadi della Favorita.
(Asc/Cog)