Roma, 2 nov – C’eravamo tanti amati. Ma l’idillio è durato solo mezza stagione. Poi l’inferno: sei mesi di reciproca sopportazione e un inarrestabile declino di rapporti umani, sino all’inevitabile conclusione: oggi, fine della telenovela, con un epilogo già scritto da tempo. Fernando Alonso e La Mclaren divorziano. E’ ufficiale. La rescissione del contratto non prevede, fra l’altro, alcun pagamento di penale da parte dell’ex campione del mondo. Né Ron Dennis verserà nel conto corrente del fuoriclasse iberico le spettanze per il 2008. La reciproca libertà non ha prezzo. E così, dopo un anno particolarmente stressante, passato attraverso la spy story, il feroce dualismo con Hamilton, le accuse di presunti favoritismi, il pilota di Oviedo decide di preparare le valigie. Con il placet della scuderia di Woking che lo lascia andar via dopo una sola stagione. Alonso e la McLaren sembravano una coppia destinata a durare. Invece, una storia d’amore nata con i migliori auspici, è finita male. “Al di là dei numerosi alti e bassi di questa stagione – dichiara il leoncino delle Asturie – non mi sono mai realmente ambientato alla McLaren, incontrando diverse difficoltà nel tentativo di vincere il Mondiale. Ho sempre desiderato correre con le ‘frecce d’argento’, ma la realtà, a volte, è ben diversa dalle aspettative, anche se ritengo questa scuderia, in assoluto, un top team. Seperarsi, in ogni caso, è l’unica soluzione possibile, probabilmente la migliore”. Una tesi sottoscritta anche dal boss Ron Dennis. Il team manager della squadra che ha sfiorato il titolo mondiale ritiene “Fernando un grandissimo pilota, ma purtroppo il rapporto non ha funzionato e si è rotto. Abbiamo cercato persino qualche punto d’incontro, ma evidentemente non siamo riusciti a trovare un motivo per continuare insieme in F1. Adesso concentriamoci sul mondiale 2008”. Alonso, certo, non resterà a piedi: il pilota due volte campione del mondo, adesso, ha tre possibilità: in pole position c’è la Renault. “Papà” Briatore sarebbe pronto a riprenderselo “ma non possiamo permetterci – precisa Briatore – l’attuale ingaggio, troppo elevato”. La Toyota è disposta a ricoprirlo d’oro ma non offre, a breve termine, le garanzie tecniche per offrire una monoposto realmente competitiva. Resta la Williams, alla ricerca di riscatto dopo troppo anni di retrovia. Senza contare l’ipotesi Ferrari, la più affascinate, la più gradita dal pilota e forse, paradossalmente, la meno percorribile. Le voci sull’arrivo di Alonso alla Rossa si sono susseguite per tutta la stagione, sempre però con quelle due firme di Massa e Raikkonen che blindavano i due piloti di Maranello. Con il mondiale conquistato, la partenza del finlandese è categoricamente da escludere. Quella di Massa – per altri motivi – lo è altrettanto. Ma le variabili impazzite nella F1 sono all’ordine del giorno e, fino a quando le monoposto non saranno sulla griglia di partenza del primo Gp della prossima stagione, nulla si potrà ancora dire con certezza.
(Pep/Gco)