Monza, 9 set – Cosa può succedere se ci si trova a correre un Gran Premio in casa dei diretti avversari, con una muraglia umana di sfegatati che tifa contro e con l’accusa di aver violato ogni regolamento e di essere implicato in una storia di spionaggio che rischia di segnare per sempre la storia della Formula Uno? Per Fernando Alonso la risposta è semplice: una vittoria. Il pilota della McLaren è andato infatti a cogliere il suo primo successo a Monza nel momento forse più difficile per le frecce d’argento, che giovedì prossimo si troveranno di fronte al Consiglio mondiale della Fia dove verrà emessa la sentenza che metterà la parola fine a quel tormentone che sta condizionando uno dei campionati più equilibrati degli ultimi anni. Alla fine, anche la proverbiale freddezza dei vertici del team di Woking si è sciolta come neve al sole: mai si era visto il granitico Ron Dennis piangere a fine gara per un successo di un suo pilota. Inoltre, un pilota che ha più volte attaccato duramente il team, tacciandolo di preferire a lui, campione del mondo in carica, l’esordiente Lewis Hamilton per pure ragioni di campanilismo (ma il britannico ha dimostrato di che pasta è fatto). La vittoria della McLaren nel Gp d’Italia, davanti a novantamila ferraristi delusi e senza parole, rilancia l’iberico in una lotta fratricida con Hamilton per il titolo e taglia quasi definitivamente fuori le Rosse dalla contesa, dando ragione a tutti quelli che dicevano che il dopo Schumacher sarebbe stato decisamente duro. Fin qui, almeno, parla la pista, dal momento che giovedì prossimo tutto potrebbe essere letteralmente sconvolto dalle decisioni della Fia. In attesa del verdetto parigino, però, la Ferrari deve riflettere sulla sua debacle, materializzatasi in un terzo posto di Kimi Raikkonen (piazzamento buono ma di certo non soddisfacente per la marea rossa accorsa all’autodromo monzese) e un ritiro di Felipe Massa dopo appena dieci giri di gara. “Sono molto deluso – ha ammesso senza diplomazia alcuna il brasiliano – è brutto vedere sfumare le tue chance già nelle prime battute a causa di un problema di affidabilità. C’è stato qualcosa che non ha funzionato nella sospensione posteriore: arrivando all’Ascari ho sentito un problema in frenata e sono rientrato ai box, pensando che potesse essere causato da una foratura. Invece, una volta cambiate le gomme, la macchina era comunque inguidabile e sono stato costretto al ritiro. Dovremo affrontare le prossime gare con uno spirito immutato: qui ero competitivo e penso che lo sarò anche nel prossimo futuro. E’ una grande delusione ma sono cose che succedono nelle corse”. “E’ chiaro – ammette invece Jean Todt – che la situazione nei due campionati è ora più difficile: cercheremo di fare il massimo nelle quattro gare che restano da disputare, a cominciare dal prossimo weekend a Spa-Francorchamps”. Stridente il contrasto con la gioia e il sorriso ritrovato di Alonso: “E’ stato speciale per me, la mia prima vittoria a Monza ha un sapore particolare”. Poi la mente dell’asturiano torna sul duello col compagno di squadra: “Ci sono tre punti di distacco, ma nulla cambia. La distanza da Lewis è più o meno la stessa: niente era deciso prima di Monza, niente è deciso adesso”. Fin qui, almeno, parla la pista.