Roma, 13 lug – “Di certo l’embargo finisce con l’avvantaggiare i paesi emergenti le cui merci colmano il gap. L’industria europea spera che i rapporti commerciali con la Russia tornino regolari. Prima delle sanzioni la Russia assorbiva quasi il 3% del nostro export, oltre 12 miliardi. Nella Ue solo la Germania aveva una quota delle vendite più elevata e fino all’adozione delle sanzioni le nostre esportazioni verso la Russia avevano registrato le performance migliori nell’Unione”. Così Lisa Ferrarini, vice presidente per l’Europa di Confindustria, parla in una intervista al Sole 24 Ore del problema del prolungamento delle sanzioni alla Russia. E aggiunge: “Devono essere inoltre considerati gli effetti di sostituzione del nostro export. C’è il rischio che la nostra perdita di quote passi in forma strutturale a vantaggio di fornitori extra Ue, vanificando gli enormi sforzi compiuti in questi anni dalle nostre imprese per affermarsi in un mercato tanto difficile quanto redditizio”.