Roma, 13 lug – “E’ una battaglia che dura da molto tempo, ma Confindustria non intende desistere e mi sembra che anche il Governo l’abbia posta come priorità”. Così Lisa Ferrarini, vice presidente per l’Europa di Confindustria, parla in una intervista al Sole 24 Ore dei negoziati sul Made in, il cui iter è iniziato nel 2003. E sottolinea: “Ora è entrato in gioco un elemento nuovo: è lo studio di impatto realizzato percento della Commissione che indica come cinque settori (calzature, ceramiche, tessile, mobili e gioielleria ndr) abbiano espresso un chiaro sostegno al Made in obbligatorio. Questa è la posizione dell’Italia presentata dal viceministro allo Sviluppo economico, Carlo Calenda, e condivisa da 12 Stati favorevoli all’etichettatura, un gruppo che detiene i due terzi della produzione europea nei cinque settori. Questo è un dato oggettivo dell’interesse economico europeo”.