Vina del Mar, 5 nov – S’intitola “Los Nonnos de la Terra Nostra” ed è un documentario in cui viene raccontata la storia di Capitan Pastene, piccolo villaggio nel sud del Cile, nella Regione della Araucaria, fondato nel 1904 da un gruppo di emigranti provenienti dall’Appennino modenese. Il servizio, ripreso da Claudio Sacca Balocchi, è stato presentato in questi giorni durante la 19esima edizione del Festival internazionale del cinema di Vina del Mar, disponibile anche su YouTube e sul sito capitanpastene.com. L’epopea di Capitan Pastene costituisce uno degli episodi più importanti dell’emigrazione dall’Emilia Romagna: arrivati in due successive ondate, nel 1904 e nel 1905, i coloni modenesi, dopo un periodo di estrema difficoltà, che li spinse a chiamare “Calvario” la collinetta da cui partivano per lavorare le terre vergini di quella che al tempo era (e in parte è ancora) un’immensa foresta, si adattarono al clima e alle abitudini del luogo, e trovarono il modo di convivere con gli aborigeni, gli “indios mapuche”, e con i cileni, dando vita a un inedito meticciato che rappresenta una delle più originali forme di esperienza multiculturale dell’intero Cile. In “Los Nonnos de la Terra Nostra” viene mostrato, con grande partecipazione emotiva, come questo villaggio di 2 mila abitanti sia all’origine di un fenomeno a molti sconosciuto, ma dai risvolti incredibili. In questo angolo del Cile infatti si possono trovare edifici, abitudini gastronomiche e tradizioni che non sono originarie del luogo ma provengono direttamente dalla montagna modenese: non a caso la gente mangia lasagne, prosciutto e tortellini, usa il dialetto modenese mescolandolo allo spagnolo e conserva le tradizioni culturali, come la musica e il ballo. Il mio documentario – ha riferito il regista Claudio Sacca Balocchi – non ha avuto una grossa produzione, ma è stato realizzato col cuore, con la partecipazione dell’intero villaggio e della colonia italiana, che ringrazio per il sostegno e l’aiuto apportato”.
(Cld/Cep)