• Home
  • Pagina di esempio
9Colonne
No Result
View All Result
No Result
View All Result
9Colonne
No Result
View All Result
Home Sito interno Archivio News dal mondo

BIAGI E RAI: SODALIZIO A VOLTE DIFFICILE DURATO 40 ANNI

it@withub.it by it@withub.it
6 Novembre 2007
in Archivio News dal mondo
0
0
SHARES
0
VIEWS
Share on FacebookShare on Twitter

Roma, 6 nov – E’ morto stamattina nella clinica di Milano in cui era ricoverato da giorni il giornalista e scrittore Enzo Biagi. A detta dei medici “si è spento con serenità”, ma forse con un piccolo rammarico: la Rai. Ha dedicato una vita intera alla televisione pubblica. Apprezzato da tutti, in alcuni casi a schierarsi dalla sua parte sono stati in pochi tra le persone cha davvero contavano. Già nel 1951, quando lavorava per il Resto del Carlino, Biagi fu accusato di essere un “comunista sovversivo” e allontanato dal giornale per aver aderito al Manifesto di Stoccolma contro la bomba atomica. Stessa accusa che si ripropose un decennio più tardi quando, nel 1961, chiamato dalla Rai a dirigere il telegiornale del primo canale. Fu lui a portare nel servizio pubblico giornalisti come Giorgio Bocca ed Indro Montanelli, che chiamò a lavorare con sé. Lo spettro del comunismo, però, tornò ad affacciarsi nella vita di Biagi, che fu costretto a dimettersi nel 1963, dopo aver dato vita anche al telegiornale della seconda rete rai. Questa volta ad accusarlo di “simpatie rosse”, oltre ad esponenti di destra, furono soprattutto membri del Psdi di Giuseppe Saragat. Dopo cinque anni di assenza, Biagi tornò il Rai nel 1968. Il rapporto con “mamma Rai”, tra alti e bassi, procedette ininterrottamente per più di trent’anni, fino a quando nel 2002 fu di nuovo tempesta. Le elezioni del 2001 che sancirono il trionfo Silvio Berlusconi, non presagivano nulla di buono secondo Biagi. Il premier aveva iniziato fin da subito ad accusare il centro sinistra di aver militarizzato la televisione di Stato, proponendosi come baluardo della libera informazione. Dai discorsi Berlusconi passò ben presto ai fatti. Dopo aver nominato in nuovo Cda della Rai, il 19 aprile del 2002, nella conferenza stampa conclusiva del viaggio di stato in Bulgaria, il premier calcò la mano con le affermazioni e disse: “Biagi, Santoro e Luttazzi fanno un uso della televisione pubblica, pagata con i soldi di tutti, criminoso; credo sia un dovere preciso della dirigenza Rai di non permettere più che questo avvenga”. I giornalisti di tutto il mondo, incuriositi dalle affermazioni di Berlusconi, vollero saperne di più, e alla domanda di un possibile allontanamento fisico dei tre rispose: “Ove cambiassero nulla ‘ad personam’, ma siccome non cambieranno…”. Fu dunque la fine per il grande giornalista. Nonostante in Rai nessuno si fosse pronunciato apertamente a favore della richiesta di Berlusconi, nei fatti nessuno agì affinché Biagi non venisse posto “a riposo forzato”. Agostino Saccà, fedelissimo di Berlusconi, autorizzò l’allontanamento dei tre in modo molto rapido. Come egli ebbe modo di ricordare innumerevoli volte, la comunicazione della Rai arrivò ad Enzo Biagi per mezzo raccomandata. “Il 26 settembre – scrisse Biagi nel 2005 su l’Espresso – in una lettera, il Direttore generale ribadiva buoni propositi nei miei confronti, ma il dottor Saccà dimentica che quella era una raccomandata con ricevuta di ritorno, e mi comunicava che il contratto con la testata ‘Il Fatto’ veniva disdetto”. L’allontanamento del giornalista fu condotto in sordina e in un abbastanza sottile. Biagi infatti venne informato dal Direttore generale della Rai che le clausole contrattuali previste dal suo accordo erano state riesaminate per esigenze di rete. Ad Enzo Biagi veniva offerto un programma in seconda serata ed eventuali prime serate da concordare con il direttore di rete. Il programma “Il Fatto”, in onda subito dopo il telegiornale alle 20.40, doveva essere sostituito con un programma di varietà di più lunga durata, da contrapporre a Striscia la notizia. La comunicazione risuonava come un fulmine a ciel sereno alle orecchie di Biagi, visto che la trasmissione registrava ascolti record in quella fascia oraria ed era stato da poco definito il “miglior programma in cinquant’anni di storia della Rai”. Il giornalista, legato alla Rai da contratto milionario, inizialmente accettò, ma quando vide che il suo programma venne sostituito dagli sketch di due comici dal nome e di durata inferiore, si senti “preso in giro” e decise di non accettare quella formula. Alcuni mesi gli fu proposto di trasferire la trasmissione sulla terza rete, ma anche in quel ci fu un tempestivo passo indietro giustificato dal compenso troppo alto del giornalista per quella rete. Quando Biagi dichiarò di rinunciare al suo compenso, si sentì rispondere, ancora una volta dal Direttore generale, che quello spazio a lui inizialmente destinato, doveva essere affidato ad un programma di approfondimento regionale. L’unico spazio a disposizione era all’interno della fascia preserale, alle 18.53. “Non era professionalmente e umanamente accettabile” affermò Biagi in seguito al suo netto rifiuto. Di fatto il volto di Enzo Biagi era scomparso dalle trasmissioni Rai. “Ho trovato un accordo soddisfacente per la risoluzione del mio rapporto con la Rai – affermò alla fine della vicenda – ma è giusto specificare che non ho deciso di smettere di lavorare con l’azienda, ma ho deciso di non lavorare con le persone che allora la dirigevano”. Da allora Biagi rifiutò anche la partecipazione come ospite a varietà di punta. Memorabile fu il no all’invito di Adriano Celentano alla trasmissione “Rockpolitik” nel 2005, perché non voleva tornare su Raiuno, la rete diretta ancora dalle persone che lo avevano allontanato. Tornò in televisione nella primavera di quest’anno, con “RT- Rotocalco Televisivo”, programma di approfondimento in onda su Raitre alle 23. “Buonasera, scusate se sono un po’ commosso e, magari, si vede – disse in apertura della prima puntata -. C’è stato qualche inconveniente tecnico e l’intervallo è durato cinque anni”. Fu in qualche modo una sua piccola rivalsa personale. Un’altra, ben più improvvisa e inimmaginabile, arrivò qualche giorno dopo, quando in una intervista a “Radio anch’io” Silvio Berlusconi, complimentandosi con il giornalista per il nuovo programma, ammise di aver forse esagerato nei confronti di Biagi. “Non ho mai detto che Biagi e gli altri non dovessero continuare in Rai. Ho detto che non avrebbero dovuto utilizzare il servizio pubblico per trasmissioni di parte. Magari calcando la mano…”. “Se il servizio pubblico, la televisione in generale, vengono usati in questo modo – riferendosi a “Rotocalco Televisivo” – lunga vita e lunga permanenza al dottor Biagi sulle reti pubbliche” affermò in quell’occasione il Cavaliere. Come sempre, la sua reazione fu encomiabile. Con la sua ironia educata ringraziò tutti e in particolare “Silvio Berlusconi, per il giudizio lusinghiero su RT”. Con il ricordo di quelle parole si chiude oggi la straordinaria esistenza di Enzo Biagi.
(Grm)

Related Posts

  • CELEBRAZIONI: A TRIESTE I 40 ANNI DELLE COMUNITA’ ISTRIANE

    - Trieste, 21 set – Si terrà a Trieste il 9 ottobre la celebrazione del…

  • RAI, RADIO2: A "TRAME" I VENTICINQUE ANNI DI SPAGNA 82

    - Roma, 9 lug - Puntata dedicata al calcio e ai suoi campioni quella di…

  • MODENA, DA BANDE MILITARI OMAGGIO AI BEATLES PER 40 ANNI SERGENT PEPPER’S

    - Modena, 10 lug - Oltre trenta milioni di copie vendute nel mondo di cui…

Previous Post

SOLIDARIETA’, MOTO FOR PEACE IN VIAGGIO PER I BIMBI DE QUITO

Next Post

CIAO ITALIA: NAPOLITANO RICEVE RISTORATORI ITALIANI NEL MONDO

Next Post

A UDINE SI APRE L’ASSEMBLEA DELLE REGIONI D’EUROPA

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli recenti

  • OLIMPIADI: PODCAST RAIPLAY, DIECI ATLETI SI RACCONTANO
  • OBESITÀ, SCHILLACI: LEGGE PASSO IN AVANTI PER LA TUTELA DELLA SALUTE
  • POLIZIA, LEONE XIV RICEVE NUMERO SPECIALE POLIZIA MODERNA “PACE E SICUREZZA”
  • BANDECCHI, AVS, PD, M5S, PSI E RC: ORA BASTA, SINDACO SI DIMETTA
  • CNR, STUDIO RICONDUCE IL DIPINTO DI TURNER AL PONTE DEL DIAVOLO DI BLERA (VT) (3)

Commenti recenti

Nessun commento da mostrare.
  • Home
  • Pagina di esempio

© 2026 JNews - Premium WordPress news & magazine theme by Jegtheme.

No Result
View All Result
  • Home
  • Pagina di esempio

© 2026 JNews - Premium WordPress news & magazine theme by Jegtheme.