Roma, 6 nov – Dal 6 al 9 dicembre, il Palazzo dei Congressi dell’Eur aprirà alla piccola e media editoria, in occasione della VI edizione della Fiera “Più libri, più liberi”, un luogo dove sarà possibile entrare a diretto contatto con la pluralità di un settore in continua espansione. Gli stand, che ospiteranno circa 400 espositori, accoglieranno migliaia di volumi. Questa appassionante esplorazione di universi sottaciuti ma vivaci, si esalterà negli oltre 200 incontri a cui parteciperanno autori, studiosi e personaggi legati al mondo del libro. “Più liberi, più libri” racchiude diverse opportunità: alla luce di tante offerte che potrebbero generare una certa dispersione, il percorso è suddiviso attraverso generi ben precisi, come “Giallo e Noir”, un segmento particolarmente apprezzato dal nuovo pubblico. Questa forma di letteratura, incastonata fra ansia, pericolo e i precari equilibri su cui si regge la nostra vita apre l’orizzonte su scenari che coinvolgono il lettore nella realtà odierna. Spazio, ovviamente, alla poesia, strumento ideale per lasciarsi alle spalle il “nero”. L’interesse verso le rime è esponenzialmente cresciuto. Oggi, quella che era considerata la più alta forma di espressione letteraria, riscopre gli antichi splendori. Anche l’universo femminile, entra di diritto in “più libri più liberi”. Un esempio su tutti, Oriana Fallaci, che si è raccontata prima di morire, sapendo di morire, a un amico, Riccardo Nencini, che narra quelle confessioni in “Oriana Fallaci: morirò in piedi”. Un libro, tuttavia, fra le sue poliedriche attitudini, può anche far volare la fantasia del lettore. In questo senso, racconti e romanzi non passeranno mai di moda: da anni, le storie virtuali riempiono gli scaffali, presto svuotati da frotte di appassionati vogliosi di staccare dalla realtà e immedesimarsi in mondi lontani. Un angolo particolare è dedicato al Sudamerica, un continente affascinante, che si rispecchia in una letteratura seducente. Come non rivolgere, poi, uno sguardo alla storia? Interpretare il passato aiuta a capire il presente. La Fiera, in questo senso, focalizza e mette a nudo il Novecento, un secolo contraddittorio, miscellanea di progresso e arretratezza, cultura progressista e barriere ideologiche, scoperte scientifiche e guerre: cento anni, insomma, destinati a lasciare molti strascichi. Uno sguardo doveroso anche alla città eterna: nella capitale, tutto esce alla luce del sole: interessante scoprirne il volto. Sgangherato centro geografico perso nelle lungaggini burocratiche o modello vincente? Roma, tuttavia, non può né merita di essere ridotta all’attualità. Ecco, quindi, una lunga carrellata che attraversa una spirale infinita di storia antica e moderna, cadute e rinascite di una città che nasce monarchia, si afferma come repubblica, crolla da Impero e rinasce con i Papi al posto dei Cesari. Spazio, anche, ai temi più leggeri: lo star bene ad esempio, reso sempre arduo più dagli stress e dalle tensioni di una società che divora tempo ed energie. Passando allo spettacolo, invece, un immenso contenitore delle stagioni storiche, interpretate attraverso musica, cinema, film e rappresentazioni dello spirito di un’epoca. E dopo tanto peregrinare, varrà la pena chiudere il tour sedendosi a tavola. Anche la letteratura stimola l’appetito: presenti, in questa fiera, libri ad hoc per soddisfare i palati più esigenti. Ricette, segreti e consigli per essere imbattibili fra i fornelli di casa.
(Pep)