Roma, 6 nov – Il primo scoglio, quello più duro, è stato brillantemente superato ieri al Senato dalla maggioranza. E da ora il governo godrà di spalle più larghe “perchè sempre più sta emergendo il progetto sociale e civile che c’è dietro i numeri della Finanziaria”. Ne è sicuro Luciano Neri, coordinatore dell’esecutivo della Circoscrizione Estero della Margherita e componente del Coordinamento de L’Unione per gli Italiani nel mondo. Strada spianata per il governo per l’approvazione della legge che regolerà la vita economica del Paese nel 2008, secondo Neri, con buona pace per il centrodestra che “continua a dire da oltre un anno che il governo cadrà tra 15 minuti, un ritornello stonato che non riesce a nascondere una mancanza di progetto, di responsabilità istituzionale verso il Parlamento e di responsabilità morale verso il Paese”. Neri punta comunque il dito su chi continua ad osteggiare l’approvazione del testo, anche tra la maggioranza di centrosinistra. “Da parlamentari o esponenti politici che capiscono, o dovrebbero capire, il progetto generale di riforma, risanamento e sviluppo che il governo sta portando avanti non è accettabile. Sotto questo punto di vista, invece, impeccabile è stato il comportamento tenuto dai parlamentari eletti all’estero. “Soprattutto i senatori, hanno evidenziato grande senso di responsabilità istituzionale. Sono i più presenti sia in Commissione che in aula, sono determinanti nel mantenere questa maggioranza e sempre più acquisiscono visibilità e ruolo. E’ un fatto importante per le istituzioni e per le comunità che rappresentano. Le poche eccezioni, che pure ci sono, non incidono sulla qualità generale della squadra”. Dal particolare all’universale, dalla Finanziaria al bilancio generale dell’attuale governo, che secondo Neri è fin qui ampiamente positivo. “Non dico che abbia solo cose buone – spiega – ma neppure si può non vedere quello che è stato fatto e quello che si sta facendo. Oggi si registra la crescita più alta degli ultimi dieci anni, l’inflazione più bassa, il tasso di disoccupazione più basso degli ultimi venti anni, 23 miliardi di euro di evasione fiscale recuperata che ci consente di sostenere lo sviluppo e ridistribuire risorse ai ceti medio bassi. Abbiamo restituito all’Italia un prestigio internazionale che era stato dilapidato e che hanno portato il Paese nella sciagurata avventura irachena. Noi siamo usciti dall’Iraq e questo ci ha consentito di ricollocare il nostro impegno nel teatro libanese, fermando una guerra e ottenendo un risultato di pacificazione e dialogo riconosciuto da tutti i contendenti. Stiamo portando a livello Onu la battaglia per la moratoria della pena di morte registrando un consenso crescente sia a livello di governi che di opinione pubblica internazionale. Tutto questo in un anno”. Certo qualcosa che non va c’è ancora, ammette il coordinatore. “Dobbiamo comunicare meglio quello che facciamo e aprire un confronto finalmente definitivo con quelle componenti interne alla maggioranza che preferiscono lo scontro al risultato. E’ questo atteggiamento che fa percepire alla gente la confusione, la mancanza di unità e nasconde i risultati che si ottengono”. Uno sforzo per comunicare e farsi comprendere, questo serve all’Unione anche per quanto riguarda la Finanziaria. “E’ un progetto, come ha detto giustamente il ministro Padoa Schioppa, che parte dall’oggi ma è proiettato sul futuro – prosegue –. Sembra semplice detto così, ma è una rivoluzione. In passato si affrontavano i problemi ipotecando le risorse di domani, il futuro dei giovani e del Paese. Si ‘spendeva il deficit’ come si diceva con una battuta. E’ così che ceti politici irresponsabili si sono serviti delle istituzioni invece di servirle, è così che è cresciuto l’immenso debito pubblico. E per gli italiani nel mondo, in particolare, la legge finanziaria approntata prevede un incremento di risorse importanti in molti settori, 32 milioni di euro che sono il concorso di un lavoro importante portato avanti dal viceministro Danieli di concerto con la presidenza del Consiglio ed i parlamentari eletti all’estero. Sono già stati approvati dalla commissione bilancio del Senato due emendamenti, uno del governo di 14 milioni di euro e uno di 18 presentato dai senatori Turano, Randazzo, Micheloni, Pallaro e Pollastri. E’ un altro passo in avanti nel percorso di incremento delle risorse avviato con la finanziaria del 2007. Anche questo è utile ricordare, assieme al fatto che il governo Berlusconi aveva drasticamente tagliato i capitoli per gli italiani al mondo, particolarmente quello dell’assistenza e quello dei servizi diplomatici e consolari. Bisogna smetterla di lamentarsi, bisogna comunicare quello che facciamo e soprattutto impegnarsi per farlo”.
(Sis)