Roma, 6 nov – Un piccolo gruppo di deputati della Lega ha contestato questa mattina la figura di Giuseppe Garibaldi in occasione della giornata di studio sull’Eroe dei due mondi indetta presso la Sala della Lupa di Montecitorio per il bicentenario della nascita. Al termine dell’intervento introduttivo del presidente della Camera Fausto Bertinotti, una decina di deputati leghisti hanno diffuso in sala volantini con la scritta “Ma quale eroe” nei quali Garibaldi veniva descritto come “un traditore, un mercenario, un massone, un nemico della Chiesa, un negriero, un truffatore, un ladro di bestiame e un criminale di guerra”. I contastatori hanno anche esposto uno striscione con la scritta “Padania libera”. “Ognuno è libero di manifestare la propria opinione –la reazione di Bertinotti all’imprevista protesta in sala – ma sempre nel rispetto degli altri. Questa contestazione mi sembra sgradevole: ad una giornata di studio si può decidere di partecipare o meno, ma farlo con questo linguaggio è sgradevole”. Duro anche Severino Galante, coordinatore della Segreteria nazionale del Pdci. “Viviamo in tempi di revisionismo galoppante. Non sorprende, dunque, che anche i leghisti vogliano dare il proprio contributo: la loro tipica variante argomentativa, fatta di urla e schiamazzi, contro un protagonista della storia d’Italia come Giuseppe Garibaldi si inserisce perfettamente in questo andazzo”. Altre reazioni di condanna dell’episodio sono arrivate dal mondo della politica. “Inficiare l’immagine di Garibaldi e dell’unità d’Italia è un grave atto di antistoricismo e di becero revisionismo che lascia maggiormente perplessi perché promosso da parlamentari”, dichiara Fabio Evangelisti, vice presidente dei deputati dell’Italia dei Valori. “Proprio mentre siamo impegnati nella costruzione dell’edificio europeo e a poco meno di un mese dall’anniversario della Costituzione – sottolinea il deputato – gli esponenti della Lega offendono uno dei padri della Patria richiamando alla mente l’immagine di un’Italia preunitaria, sfilacciata e vittima degli appetiti dei Borboni, degli Asburgo e dello Stato della Chiesa”. “A questo punto – conclude Evangelisti – un ripasso dei libri di storia e delle memorie di chi, con la propria vita, ha permesso che oggi, anche agli stessi onorevoli leghisti, fosse dato di rappresentare il popolo italiano, non sarebbe sbagliato”. Sdegno condiviso anche da Silvana Mura, sempre dell’Idv. “Azioni simili si commentano da sole e sono figlie di una povertà culturale e una becera necessità di visibilità, che evidentemente non consente ai propri autori di distinguere un convegno storico nel quale si confrontano studiosi di chiara fama, da una sagra del capriolo in cui più la spari grossa, magari adorando il dio Po, e più ti applaudono”, dice la deputata in una nota. “Purtroppo la Lega non si smentisce mai ed anche oggi non ha saputo fare di meglio che ripetere i propri improperi contro Garibaldi – aggiunge – irrompendo e interrompendo una giornata di studio dedicata all’eroe dei due mondi in corso alla Camera dei deputati”. “Se i leghisti vogliono confutare le tesi storiche su Garibaldi lo facciano pure – conclude Mura – ma, se ci riescono documentino le proprie critiche scrivendo un libro, piuttosto che ricorrere alle solite bravate”. Al coro delle critiche si è aggregato anche Giuseppe Monsagrati, uno dei professori intervenuti al convegno, che ha parlato dell’azione dei deputati leghisti come di una “parentesi squadrista”. Ma Federico Bricolo, uno degli esponenti del Carroccio protagonisti della protesta, sostiene che “la figura di Garibaldi è da dimenticare” dal momento che nel Mezzogiorno, Garibaldi avrebbe portato “solo violenze. Vogliamo ricordare – continua Bricolo- che Garibaldi si vendeva come uomo del popolo e invece era al soldo dei Savoia. Ci organizzeremo per fare un convegno per spiegare che Garibaldi non era un amico del popolo, fu un traditore, un mercenario, un nemico della Chiesa”. Sostegno all’azione dei leghisti arriva soltanto da Giuseppe Reina, deputato nazionale del Movimento per l’Autonomia. “Quella di Garibaldi come l’eroe dei due mondi è una mistificazione che ci viene ammannita da troppo tempo. Una menzogna – continua il deputato autonomista – che tenta di coprire il vuoto esistente dietro l’Unità d’Italia perché l’Italia non è unita, neanche ora, a distanza centosessant’anni dai sanguinosi eventi che portarono all’annessione del Sud al Regno di Sardegna. Stiamo parlando di un uomo che ha concorso, nel sud dell’Italia, a rapine e infamie di ogni genere. Voglio ricordare che a Bronte, gli uomini di Bixio impiccarono tanta gente. Lo fecero in modo barbaro – aggiunge Reina – e in seguito a processi sommari. Si continua a sostenere la tesi di un’epopea garibaldina mentre Garibaldi fu un mercenario assoldato dalla massoneria per una grande operazione commerciale. Smettiamola con questo inganno – conclude il deputato autonomista – e raccontiamo agli italiani, e soprattutto ai giovani, la verità”.
(Sis)