Kabul, 6 nov – Quaranta morti e centoventi feriti: è questo il bilancio dell’attacco suicida che ha sconvolto oggi il nord dell’Afghanistan. L’attentato ha preso di mira una delegazione parlamentare che, guidata da Mostafa Kazimi, esponente dell’opposizione, capo della commissione Economia dell’Assemblea nazionale ed ex ministro del Commercio, stava visitando uno zuccherificio situato alle porte di Pol-i-Khomri, capoluogo provinciale. L’attentatore si è fatto esplodere esattamente nel momento in cui Kazimi, poi rimasto ucciso, riceveva un mazzo di fiori in occasione della riapertura dello stabilimento nella provincia di Baghlan, a Nord di Kabul. Tra le vittime figurano anche 6 parlamentari, le loro guardie del corpo e alcuni collaboratori dei deputati. La gran parte delle vittime sono tuttavia civili, diversi bambini compresi. In un primo momento si era peraltro diffusa la voce che i morti fossero addirittura 90, ma tale cifra è poi stata smentita da fonti ospedaliere afghane. Il presidente Karzai ha condannato l’attacco, definendolo un’azione di “nemici del popolo afghano”. Facile pensare che il presidente si riferisse ai Talebani, anche se Zabihullah Mujahed, portavoce del gruppo di studenti coranici che hanno governato il paese dal 1996 al 2001, ha dichiarato in una mail mandata agli organi di stampa che i Talebani sono estranei all’attentato suicida. L’eco della strage ha peraltro avuto riflessi anche nella politica italiana. L’esponente di Rifondazione comunista e vice presidente della commissione difesa della Camera, Elettra Deiana, ha infatti chiesto che il governo riferisca in aula “su quanto accaduto oggi in Afghanistan e sulla situazione generale della regione. La guerriglia talebana – ha continuato – è tutt’altro che domata e nuove stragi si profilano all’orizzonte. La missione Isaf è in una fase di stallo, incapace di affrontare gli eventi anche a causa della impronta bellicista impressagli dalla Nato”.
(Asc)