Teheran, 7 nov – “Da oggi abbiamo 3.000 centrifughe”, lo ha annunciato il presidente iraniano, Mahmoud Ahmadinejad, davanti ad una folla di migliaia di sostenitori radunati per un comizio del loro leader a Birdjand nella provincia orientale del Khorassan. “Non faremo marcia indietro” ha assicurato il presidente “ma continueremo la collaborazione con l’Aiea”, l’agenzia dell’Onu per l’energia atomica. Nonostante le sanzioni imposte dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite “l’Iran raggiungerà il traguardo delle 60.000 centrifughe necessarie per produrre il combustibile per le sue centrali nucleari e lo farà entro un anno” ha aggiunto Ahmadinejad. Questa ipotesi, secondo gli esperti internazionali, sarebbe reale nel momento in cui gli impianti funzionassero in modo ottimale, ma l’Aiea dubita che questo sia verosimile. Circa dieci giorni fa a Teheran il capo della commissione per la sicurezza nazionale del Parlamento iraniano, Kazem Yalali, incontrando i funzionari dell’agenzia, si era detto “soddisfatto dei colloqui”, assicurando di aver fornito tutte le informazioni necessarie sulle centrifughe. Sarà ora il rapporto del direttore dell’Aiea, Mohamed El Baradei, atteso per la fine del mese, a fare luce sui reali progressi dell’Iran nello sviluppo dell’energia atomica. Ma Israele ha paura, le sanzioni imposte fino a ora non bastano, bisogna essere più severi con l’Iran, come ha ribadito il portavoce della diplomazia israeliana, Mark Regev, che accusa El Baradei di non essere imparziale e di prestarsi “al gioco degli iraniani”. (SEGUE)