“Far conoscere ai giovani questi eventi del passato è un contributo alla divulgazione della cultura della prevenzione poiché è dalla storia e dal ricordo delle tragedie, dalle testimonianze dei sopravvissuti, dai racconti di chi c’era e dai documenti che fotografano i disastri, che possiamo trasmettere esperienze evitabili ed errori da non ripetere”. Queste le parole di Franco Bettoni, presidente dell’Anmil (Associazione nazionale lavoratori mutilati e invalidi del lavoro) ricordando il 59esimo anniversario della tragedia di Marcinelle, dove, l’8 agosto 1956, nella miniera di carbone del Bois du Cazier, persero la vita e 262 persone, tra cui 136 italiani.
“Nel richiedere un lavoro sicuro ricordando le vittime di Marcinelle – aggiunge Bettoni – dobbiamo dimostrare coerenza e senso di civiltà anche noi, ma quando la cronaca ci fa conoscere, e questo non sempre accade, storie di extracomunitari che muoiono nei campi trattati come schiavi, allora dimostriamo di tenere in ben altra considerazione la vita dei lavoratori”.
Quello degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali è un fenomeno che in Italia raggiunge ancora cifre preoccupanti di anno in anno. È per questo che le azioni di sensibilizzazione, soprattutto quelle rivolte ai giovani nelle scuole, devono rilanciare la cultura della sicurezza.
“Dalla valutazione del fenomeno infortunistico, stando agli ultimi dati Inail – spiega Bettoni – le politiche di prevenzione sembrano dare riscontri positivi ma, a nostro giudizio, oltre alle giornate della memoria, serve dare più spazio quotidianamente all’informazione che riguarda gli incidenti sul lavoro perché siano tutti consapevoli e partecipi della sicurezza possibile”.
“In questa giornata in cui confermiamo la volontà e l’impegno dell’associazione a promuovere in ogni modo la cultura della prevenzione, chiediamo alle istituzioni l’esigenza assoluta di una immediata e più incisiva azione ispettiva coordinata, affinché si metta la sicurezza sul lavoro tra le priorità del risanamento dell’economia del paese e non venga vista dalle imprese come una spesa che ne affatica e rallenta l’uscita dalla crisi, ma anche l’avvio di campagne di sensibilizzazione e sostegni alle imprese che operano in sicurezza per far sì che la prevenzione diventi un obiettivo strategico – conclude Bettoni – e un punto di forza che ne migliori la competitività”.
(Cle – 7 ago)