Roma, 8 nov – Nella scelta tra i due modelli, sembra poter però prevalere quello tedesco, magari leggermente corretto in senso bipolare. Il motivo sta nel fatto che, questo sistema permetterebbe di raggiungere una condivisione parlamentare molto più ampia e sicura, e, soprattutto, eviterebbe grossi guai per il governo Prodi. Dato per certo l’appoggio dell’Udc, un proporzionale stile Berlino con alta soglia di sbarramento otterrebbe il benestare del Prc, e sarebbe un forte incentivo al processo di aggregazione della “Cosa Rossa”. Anche i socialisti di Boselli avallerebbero la soluzione tedesca. Probabilmente, lo stesso Mastella, che ha dichiarato più volte che “non entrerà mai più in un governo con la sinistra radicale”, aspetta il varo di una legge elettorale per ricongiungersi con l’Udc e magari formare quel “grande centro” di ispirazione cattolica tanto caro a Casini. Il leader dell’Udeur, al contrario, ha minacciato a chiare lettere la crisi di governo nel caso in cui Prodi non riesca a evitare un “degenerazione” di stampo maggioritario. La quale, invece, sarebbe molto gradita a Fini e agli ulivisti di Arturo Parisi. Da Forza Italia, invece, arriva l’indisponibilità al dialogo e si spinge per andare a votare, apportando delle piccole modifiche all’attuale legge elettorale. Posizione assunta recentemente anche da Umberto Bossi. Ma, come detto, le certezze di una prossima caduta del governo cominciano a scricchiolare e anche l’asse Arcore-Gemonio potrebbe presto essere messo in discussione.
(Clg/Caf)