Nei primi sette mesi di quest’anno il numero dei mutui concessi dalle banche è cresciuto dell’82% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. E’ un incremento inatteso e sorprendente, anche perché è accompagnato da una crescita sostenuta – superiore al 24% – anche delle erogazioni di credito al consumo.
Dunque le banche hanno ripreso a prestare denaro e pare che gli italiani non attendessero altro per ricominciare a spendere. In questo contesto finalmente movimentato, torna d’attualità un problema che sembrava fosse stato risolto nel 2007, quando una delle famose lenzuolate dell’allora ministro Bersani cancellò la penale da pagare in caso di estinzione anticipata dei mutui.
Si trattava di una somma, oscillante tra l’1,5 e il 2%, calcolata sul residuo da restituire nel momento in cui si decideva di chiudere anticipatamente il debito o di ridurlo un po’.
Bersani cancellò questa gabella, e uno dei risultati fu che decollò il mercato delle surroghe, che consistono nella chiusura del vecchio mutuo presso la propria banca e nell’apertura di uno nuovo a condizioni migliori presso un altro istituto.
Adesso sembra che la penale stia per essere reintrodotta. Così scrive il Sole 24 Ore, spiegando che la lobby bancaria europea è riuscita a far approvare una direttiva comunitaria , recepita due mesi fa dall’Italia, secondo cui lo Stato “può” prevedere – in caso di mutuo rimborsato in anticipo – un “indennizzo” per la banca.
Si tratta tuttavia di una facoltà e non di un obbligo. Governo e parlamento hanno la possibilità di non introdurre la penale o indennizzo che dir si voglia. Devono decidere da che parte stare: dalle parte dei consumatori o dalla parte delle banche. In questo caso – conclude il Sole – il compromesso è impossibile.
(15 settembre 2015)