Ai primi di luglio, presentando il nuovo allenatore del Milan Mihajlovic, Berlusconi fece intendere che stava per fondare un nuovo partito. Il giorno dopo, il nome della nuova formazione campeggiava sulle prime pagine di tutti giornali: il partito si sarebbe chiamato l’Altra Italia.
Non un semplice cambio di sigla, piuttosto un tratto di penna tirato sopra tutti i nomi della vecchia nomenklatura forzista, spiegava Repubblica, aggiungendo che al posto dei politici sarebbe stati messi in lista imprenditori, studenti, avvocati, tutti tendenzialmente under 40 per essere competitivi con la Generazione Leopolda di Renzi, e tutti proveniente dalla società civile.
A fine luglio era il Giornale a confermare che Berlusconi stava lavorando con impegno e crescente lena al progetto del nuovo partito.
Per tutto agosto agli appassionati di politica sono state servite indiscrezioni e nuovi particolari sull’operazione Altra Italia, che avrebbe dovuto essere varata ufficialmente entro la fine di settembre. Ma è invece successo che del nuovo soggetto politico si siano perse improvvisamente le tracce. Alessandro Da Rold e Carlo Cattaneo, del quotidiano on line l’Inkiesta, si sono messi alla ricerca della fantomatica nuova creatura politica di Berlusconi e oggi annunciano che i loro sforzi sono stati vani. L’Altra Italia è scomparsa. Anche dei mitici Club Forza Silvio di Marcello Fiori non si sa più nulla. Furono presentati in pompa magna, ma poi sono finiti nel dimenticatoio.
In quell’area politica di centro, che parla al mondo delle imprese e delle professioni, che guarda con diffidenza Salvini e non si fida del Partito Democratico, si stanno peraltro scaldando alcuni outsider come Corrado Passera e Alfio Marchini, ai quali potrebbe presto aggiungersi Diego Della Valle. Forse è anche questo affollamento che suggerisce a Berlusconi di star fermo un altro giro.
(16 settembre 2015)