Londra – Sace e Assobirra lanciano la prima guida all’export dedicata ai birrai italiani: un comparto che ha visto una crescita del 3,5% delle vendite estere nel 2014 e che ha un elevato potenziale di sviluppo ancora davanti a sé, anche fuori dall’Europa. Il Vecchio continente resta il principale destinatario dei prodotti birrari Made in Italy: 1,67 milioni di ettolitri sono andati proprio lì (pari al 76,2% del totale esportato, ossia 8 punti percentuali in più rispetto al 2013). Qui la Gran Bretagna (oltre 1 milione di ettolitri) batte Paesi Bassi (115mila ettolitri), Francia (90mila) e Germania (33mila). Guardando fuori dai confini UE, invece, fanno la parte del leone gli Stati Uniti (162mila ettolitri esportati) e l’Australia (oltre 40mila). Dove continuare puntare? Quali le nuove mete da esplorare? E come farlo? E’ a queste domande che risponde la prima guida all’export realizzata da AssoBirra, insieme in partnership con Agenzia Ice, l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (U.I.B.M.), il Banco Popolare, SACE, Easyfrontier, The Brewers of Europe e il Centro di Eccellenza per la Ricerca sulla Birra (C.E.R.B.). (9colonne)