Roma, 7 ott – “Le università nel mondo sono sempre più simili ad aziende e hanno bisogno di raccogliere soldi ed immettere soldi dove possono avere un rientro, dunque gli insegnamenti umanistici sono in difficoltà e con loro quelli delle lingue. La situazione è difficile, vale molto il contatto diretto con la singola università: a Toronto abbiamo evitato la chiusura del dipartimento facendolo confluire nel generico dipartimento di lingue romanze, a Saarbrucken l’ambasciatore sta facendo un’opera importante coinvolgendo le fondazioni per mantenere la cattedra aperta”. Lo dice Andrea Meloni, direttore generale per la promozione del sistema paese del ministero degli Esteri nel corso dell’indagine conoscitiva sullo stato di diffusione della lingua e della cultura italiana nel mondo. A far fronte alla domanda di lingua italiana, spiega l’ambasciatore Meloni, vi sono anche “70mila iscritti ai corsi degli Istituti italiani di cultura e i 200mila iscritti dei comitati della Dante Alighieri”. Da segnalare poi “il grande lavoro delle università italiane in egida Crui per migliorare la formazione linguistica degli studenti prima che vengano in Italia”.
(Sis)