Islamabad, 14 nov – Nell’intervista al Corriere della Sera il presidente pakistano non ha usato mezzi termini definendo la Bhutto “una grande manipolatrice, che quando le conviene parla amichevolmente di riconciliazione nazionale ma che appena volto le spalle mi pugnala alla schiena”. Il generale ha poi chiuso ogni spiraglio di dialogo con la Bhutto: “ha tradito tutti i nostri accordi, non credo sia ancora possibile pensare di lavorare insieme”. Musharraf è apparso invece piuttosto pessimista sul suo futuro e su quello del Pakistan rivelando a ‘Sky News’, in un’intervista che uscirà a giorni, di essere disposto a dimettersi, ma soltanto se e quando la situazione nel paese sarà tornata alla normalità, non prima: “Quando non ci saranno più disordini, allora mi farò da parte. Non sono un dittatore, voglio anch’io la democrazia – ha spiegato il presidente -. Per colpa di quanto malamente riferito dagli organi d’informazione pakistani e internazionali rischiamo di perdere la battaglia contro il terrorismo”. Intanto l’amministrazione Bush, pur riconfermando la sua fiducia nell’operato del presidente pakistano, continua a pretendere da Musharraf la fine dello stato d’emergenza e l’abbandono della carica di capo delle forze armate. Per questo motivo, il segretario di stato Usa, Condoleezza Rice, invierà questa settimana a Islamabad il suo numero due, John Negroponte, al fine di convincere il presidente pakistano a cedere alle richieste americane.
(Fam/Cog)