Si intitola “Un passo fuori dalla notte” ed è nelle librerie dal 6 ottobre il libro scritto da Raffele Sollecito, accusato dell‘omicidio di Meredith Kercher (Perugia, 1º novembre 2007) e assolto in marzo dalla Cassazione.
Il racconto di Sollecito, a lungo colpevole del più atroce dei crimini e infine innocente, si conclude con sette pagine di ringraziamenti. Ci sono gli avvocati capitanati da Giulia Bongiorno, e per ringraziarli tutti ci vogliono due pagine; ci sono i tecnici e i periti, i familiari, la compagna, gli amici che non lo hanno tradito – come quelli del bar Ragno d’Oro, del collegio, del giornale cittadino La Piazza, come il musicista che per Sollecito ha composto una canzone o come i vecchi insegnanti.
C’è poi l’elenco di chi non solo gli scrisse ma venne anche a trovarlo in carcere, durante i 4 anni passati dietro le sbarre. Ci sono i sacerdoti che lo confortarono, gli amici che lo ospitarono nei periodi trascorsi in libertà tra un processo e l’altro, i professori della commissione che gli consentirono di laurearsi mentre era detenuto, immerso nel degrado che contraddistingue la condizione carceraria in Italia.
Sono ringraziamenti doverosi, perché non è stato semplice – in questi anni –parteggiare per il mostro.
Quello così cinico da scambiarsi un bacio con la sua ragazza davanti alla villetta dove poche ore prima era stato trovato il cadavere di Meredith, così depravato da aver mostrato ai compagni un video porno, così schiavo della droga da aver fumato uno spinello.
“La gente – scrive Sollecito –aveva cominciato a scagliarsi contro di me, con una violenza che non ha alcun senso e deriva solo dall’ignoranza, dalla propensione ad accogliere come fosse verità assoluta l’informazione che passa attraverso la televisione e i giornali”.
Adesso che è tutto finito – ora che la Cassazione ha assolto l’ingegner Sollecito definendo clamorosamente superficiali e inattendibili le indagini sul delitto di Perugia – l’ex mostro chiede di poter finalmente parlare e chi leggerà il libro edito da Longanesi scoprirà che merita di essere ascoltato.
(6 ottobre 2015)