Roma, 9 ott – “Non nascondo che nella nostra testa ci sia più Libia che Siria. Non c’è stata alcuna decisione di effettuare bombardamenti in Iraq. Tanto meno di nascosto e all’insaputa del Parlamento”. Lo ha affermato in un colloquio durante un forum con il Corriere della Sera il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni. E ha aggiunto: “Noi sosteniamo gli sforzi del premier iracheno al-Abadi, facciamo già parte dello ‘small group’, i 21 Paesi impegnati militarmente sul totale dei 63 che costituiscono la coalizione. E’ chiaro che se il governo iracheno vuole riconquistare la regione di Al Anbar, appena caduta nelle mani dello Stato Islamico, e poi riprendere Mosul ai terroristi, bisogna fare uno sforzo in più. Questo è il tema in discussione tra gli alleati e noi stiamo ragionando su cosa fare in più”.