Se la carta stampata abbia o no un futuro è questione molto dibattuta. Considerato che Facebook ha una popolazione più grande della Repubblica popolare cinese e che la carta non è nel dna suo e degli altri social media, la prognosi sembrerebbe infausta.
Ma poiché, come sappiamo, gli utenti dei social si occupano soprattutto di quello che vedono in tv, e la tv dalle 6 del mattino a mezzanotte si occupa di ciò che scrivono i giornali, e tutti – social, tv e giornali – non possono prescindere dalle idee messe in circolazione dai libri, da chi li scrive e da chi si ostina a stamparli, alla fine si scopre che il seme della matrioska mediatica ancora di carta è fatto.
Il problema è la remunerazione. Chi si guadagna il pane con la carta stampata le sta provando tutte per dare un valore al proprio lavoro ed evitare di essere travolto dall’avanzata del digitale, che costa meno e spesso non costa niente.
Racconta la rivista “Prima online” che alla fine di ottobre gli edicolanti lanceranno un’iniziativa chiamata Leggi e Vendi, In pratica il lettore potrà riconsegnare il giornale all’edicola da cui lo ha comprato. Lo potrà fare entro le 13 con il quotidiano, entro due giorni con il settimanale, entro una settimana con il mensile: così si vedrà restituire il 50% del prezzo di copertina. Il giornale, diventato di proprietà dell’edicolante, potrà essere rivenduto a metà prezzo.
E’ un’operazione di marketing per dare impulso al mercato sempre più in crisi delle edicole e avvicinare gli italiani alla lettura. Un problema, quest’ultimo, che hanno anche gli editori, in un Paese dove solo il 50% della popolazione nel 2014 ha letto almeno un libro. (12 ott – 2015)