Roma, 15 nov – Contro Amanda e Raffaele sono emersi “elementi importanti” dall’esito degli esami della polizia scientifica. Sembra dunque arrivata a una svolta l’inchiesta per l’omicidio della giovane studentessa inglese Meredith Kercher, uccisa la notte fra l’1 e il 2 novembre nell’appartamento Perugia in cui viveva. I test di laboratorio avrebbero infatti complicato notevolmente la situazione della coinquilina americana Amanda Knox e del suo ormai ex fidanzato, il barese Raffaele Sollecito: proprio su uno dei coltelli sequestrati a quest’ultimo sarebbero infatti state trovate tracce di dna di Meredith e di Amanda. Il coltello in questione non è quello a serramanico, ormai noto, che lo stesso ragazzo aveva con sé anche durante il primo interrogatorio, ma un altro, da cucina, trovato e sequestrato nella sua abitazione. Stando a quanto trapelato il dna di Amanda sarebbe stato individuato vicino al manico della lama mentre quello di Meredith sulla parte alta. Gli esami sono stati effettuati nel laboratorio della polizia scientifica al Polo Tuscolano a Roma, alla presenza dei consulenti di parte. A essere esaminati anche scarpe da ginnastica e indumenti e, secondo le indiscrezioni, tracce di Dna di Amanda e Raffaele sarebbero state rinvenute anche su alcuni stracci sequestrati nell’abitazione in cui si è consumato il delitto. Sembra quindi aggravarsi la posizione dei due: nonostante gli inquirenti per ora non abbiano rilasciato alcun commento ufficiale, è evidente che queste risultanze di laboratorio indichino una strada ben delineata per il prosieguo delle indagini. Le stesse risultanze che sembrano invece segnare un punto a favore del musicista congolese Patrick Lumumba Diya, il terzo indagato dell’inchiesta: nel suo pub, sottoposto a un nuovo sopralluogo proprio ieri sera, la squadra di esperti ricerca tracce non ha infatti trovato nessun riscontro di sangue o liquidi biologici.
(Mca)