GENOVA: LA “GENESI” DI SALGADO
Nasce da un viaggio alla scoperta della bellezza nei luoghi più remoti del Pianeta, durato 8 anni, il reportage “Genesi” che Sebastião Salgado, il più importante fotografo documentario del nostro tempo, presenta a Genova, a Palazzo Ducale, fino al 26 giugno. Oltre 200 le fotografie esposte che raccontano con sguardo straordinario ed emozionante luoghi che vanno dalle foreste tropicali dell’Amazzonia, del Congo, dell’Indonesia e della Nuova Guinea ai ghiacciai dell’Antartide, dalla taiga dell’Alaska ai deserti dell’America e dell’Africa fino ad arrivare alle montagne dell’America, del Cile e della Siberia. L’affascinante bianco e nero del fotografo brasiliano documenta l’esistenza di un Pianeta ancora incontaminato, di un altro mondo in cui uomini e natura convivono in perfetto equilibrio. La scelta della luce, la capacità compositiva, il gioco di sfumature tra primi piani nitidi e sfondi sfocati o, più frequentemente, “fumosi”, sono elementi che concorrono nel creare fotografie a metà tra descrizione e suggestione, che si tratti di vulcani, trichechi o persone. “Non è solo una ricerca estetica – dichiara Salgado – ma anche etica e spirituale in un certo senso, un modo per dire soprattutto alle nuove generazioni che il Pianeta è ancora vivo e va preservato. Abbiamo fatto una ricerca e abbiamo fatto una scoperta molto interessante: circa il 46% del mondo è ancora come il giorno della genesi, insieme possiamo continuare a fare in modo che questa bellezza non scompaia”. (red)
ROVIGO: TESORI DELLA FONDAZIONE CARIPARO
Le Collezioni d’arte della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, ricche di più di mille pezzi, vengono per la prima volta svelate al pubblico a Rovigo. Per ospitare le circa 200 opere che rappresentano il fior fiore della imponente raccolta di pittura e scultura sono state scelte due diverse sedi, tra loro vicinissime: Palazzo Roverella e Palazzo Roncale. La doppia mostra rodigina, riunita sotto il titolo “Al primo sguardo”, fino al 5 giugno, presenta un ampio corpus di opere riguardanti l’Ottocento e il Novecento. Spiccano in particolare i dipinti riuniti nella collezione di Pietro Centanini, che recentemente l’ha voluta donare alla Fondazione e che indirizzava le sue scelte soprattutto sugli artisti veneti ma anche, in omaggio alla moglie di origine partenopea, alla scola napoletana. Pur senza chiusure aprioristiche. In collezione si trovano infatti opere di gradissimo interesse di Palizzi, De Nittis, Lega, Ghiglia, Boldini, Fattori, Soffici, Rosai, de Pisis, de Chirico, Guttuso De Chirico, insieme a Zandomeneghi, Milesi, Luigi Nono, Licata, Brass, Barbisan ma anche Utrillo e Chagall. Non manca di stupire anche il nucleo maggiore della Fondazione Cariparo che testimonia ben 5 secoli di storia dell’arte veneta e italiana. Si passa più puntualmente a Oreste Da Molin, Giuseppe Manzoni e al Cavaglieri, gloria rodigina. Il Futurismo è ben rappresentato da Tullio Crali, mentre il secondo dopoguerra è presente con una sequenza notevolissima di opere, a ricordare l’importanza del gruppo N e dell’optical, con Biasi, Landi, Chiggio Massironi e infine tre opere di Castellani.(red)
PARMA: IL “GIAPPONE SEGRETO”
Fino al 5 giugno il Palazzo del Governatore di Parma ospita la mostra “Giappone segreto”. Il percorso espositivo presenta 140 fotografie originali, autentici capolavori e vertice della fotografia nipponica, sviluppatasi tra il 1860 e il 1910, messe in relazione ad alcuni esempi di arte decorativa giapponese, tra cui un’armatura da samurai del XVIII secolo, maschere del teatro classico nō e splendidi kimono, oltre a otto preziosi album-souvenir con le copertine in lacca giapponese, venti rare carte de visite, 12 stampe xilografiche policrome dei migliori maestri dell’ukiyo-e quali Hokusai, Hiroshige e Utamaro.(red)
ROMA: IL PORTOFLUVIALE CAMBIA “PELLE”
A Roma arriva alla terza edizione il progetto Skin Taste che ogni anno affida ad un artista internazionale l’interpretazione della “pelle” del PortoFluviale, noto locale in zona Ostiense, che ha sede in una delle più affascinanti architetture industriali della capitale. Dopo Mariangela Levita (2013) e Flavio Favelli (2014), è Giuseppe Stampone a realizzare l’opera che campeggia sui grandi manifesti che ricoprono, fino al 5 giugno, la facciata dello storico edificio. Stampone è un artista internazionalmente noto per l’uso del tratto distintivo della penna Bic, con cui traduce immagini rubate dalla rete in disegni manuali dal forte carattere artigianale. “The Show Must Go On” è il titolo dell’opera che l’artista realizza per Skin Taste, dove il lettering in nuance blu della celebre penna si sovrappone alle icone più note del mondo del cinema: Dream Works, 20thCenturyFox, Paramount, Metro Goldwyn Mayer, Warner Bros e Columbia. “Senza mai abbandonare il ruolo politico dell’arte, Stampone intende far riflettere sulle derive grottescamente spettacolari della città, sul suo essere sempre più mera scenografia, in definitiva sulla sua traballante situazione politica” si legge nella presentazione. Nel 2011 con Saluti dall’Aquila, a due anni dal terremoto che ha sconvolto l’Abruzzo, l’artista ha iniziato un ciclo di lavori che fa proprio lo strumento della cartolina, veicolo romantico della memoria. Dopo Saluti da La Habana, Saluti da New Orleans, Saluti da Istanbul, Saluti da Castel Romano, sede del più grande campo rom della Capitale, e recentemente Saluti da New Delhi, il progetto “The Show Must Go On” presenta Saluti da Roma. Unitamente alla mostra, con un’operazione mimetica di arte pubblica, i disegni di Stampone saranno infatti disseminati in tutto il territorio della Capitale. (red)
PALERMO: OMAGGIO A LETIZIA BATTAGLIA
Palermo celebra gli 80 anni della fotografa e concittadina Letizia Battaglia, quale omaggio alla sua straordinaria carriera riconosciuta a livello internazionale, con la mostra “Letizia Battaglia, Anthologia”, fino all’8 maggio, Zac ai Cantieri Culturali alla Zisa di Palermo. L’esposizione, voluta dal sindaco di Palermo Leoluca Orlando (che ha annunciato la nomina di Letizia Battaglia a direttore artistico del Centro internazionale di Fotografia in corso di realizzazione ai Cantieri culturali della Zisa) e promossa dall’assessorato alla Cultura del Comune in collaborazione con la Fondazione Sambuca, presenta oltre 140 lavori esposti insieme per la prima volta. Fotografie di grande formato, in bianco e nero, occupano l’intero spazio dello Zac, insieme a videointerviste, libri sull’artista e materiale inedito che ripercorrono la carriera di Letizia Battaglia, tra le prime donne fotogiornaliste in Italia, che ha ritratto i luoghi e le vittime degli omicidi di mafia, ma anche la vita, i volti e la società palermitana. Immagini di dolore, povertà, morte, e di ricchezza, speranza, ribellione disegnano un percorso narrativo in cui le donne, i bambini, la politica, la mafia, la religione, le processioni, le feste e i numerosi campi d’investigazione diventano il pretesto per una rappresentazione unica di un momento storico durato oltre un quarantennio. Molte le foto meno note, insieme a omicidi rimasti senza nome, che sono frutto di un lungo lavo ro di ricerca nei suoi archivi. L’intento è di offrire allo spettatore una visione complessiva dell’intero corpo fotografico che attraversa la storia e il costume nazionale. La mostra è accompagnata da un esteso volume con interventi di importanti esponenti internazionali del mondo della fotografia, del giornalismo, della cultura, della politica, tra cui Attilio Bolzoni, Pippo Delbono, Saverio Lodato, Dacia Maraini, Alexander Stille, Wim Wenders, Daniela Zanzotto, Franco Zecchin.(PO / red)
