Roma, 16 nov – La giuria del ‘Premio Monongah’ istituito dalla Fondazione Italia nelle Americhe, ente giuridico non profit e dal quotidiano delle Americhe, Gente d’Italia, ha deciso di assegnare all’unanimità il prestigioso riconoscimento al professor Joseph Louis Tropea, 67 anni, titolare della cattedra di sociologia alla George Washington University. Il professor Tropea, figlio di un minatore italiano di origini calabresi da più di 40 anni compie ricerche sul disastro di Monongah, la miniera del West Virginia (Usa) che è stata teatro della più grande catastrofe della storia mineraria italiana ed americana ( alle 9 e 30 del mattino del 6 dicembre del 1907 una tremenda esplosione causata, sembra dalla mancata areazione della miniera, provocò la morte di circa mille minatori, tra i quali almeno quattrocento italiani, 171 accertati). Il quotidiano delle Americhe Gente d’Italia, nel 2003, l’ha resa nota al mondo, organizzando anche un pellegrinaggio a Monongah dei sindaci dei paesi da cui provenivano i nostri minatori, quasi tutti dell’Italia centrale e meridionale, e un incontro con l’allora Presidente della Repubblica Ciampi. Il premio-riconoscimento di 5.000 dollari verrà assegnato dal direttore del giornale, Domenico Porpiglia, il 26 novembre prossimo, alla Farnesina, nella sala Mappamondi, alla presenza del Vice Ministro agli Affari Esteri senatore Franco Danieli, del Direttore della Dgit Ambasciatore Adriano Benedetti e dai membri della giuria del Premio “La coltre di silenzio e di abbandono che da circa un secolo era calata sulla vicenda di Monongah è stata sollevata nel 2003 proprio da Gente d’Italia, che alla tragedia mineraria ha dedicato molte pagine e, soprattutto, ha avviato la ricerca sui fatti e sulle persone in esse coinvolte – ha detto il viceministro Danieli – una ricerca preziosa per la memoria dell’evento e per un primo coinvolgimento delle istituzioni italiane. Per questo, dando atto a Domenico Porpiglia del suo intuito giornalistico e della passione civile che mette nel suo lavoro, lo ringrazio pubblicamente per quanto ha fatto e farà per i minatori di Monongah e per tutti noi”.
(Sis)