Diplomatico, sobrio, calmo ma non ingessato, paziente ma non immobile: così viene descritto Giovanni Toti, che ha conquistato Berlusconi diventando prima suo portavoce poi governatore della Liguria. Il delfino potrebbe essere lui.
O forse no, il delfino potrebbe essere Paolo Del Debbio, uomo di televisione anch’egli, ma più popolare. E se invece alla fine il testimone passasse a Marina Berlusconi, chi si stupirebbe?
Digitando la parola “delfino” accanto alla parola “Berlusconi”, sui motori di ricerca un po’ ci si perde. Migliaia di pagine, decine di nomi. Ci sono ex delfini senza quid come Alfano, luogotenenti un tempo in ascesa come Fitto, alleati di incerta fedeltà come Salvini, imprenditori come Marchini, ragazzi e ragazze belli e sconosciuti distintisi nella gestione di Comuni, Province, Regioni e fors’anche comunità montane, cavalli di razza come Fini e Casini, economisti come Giulio Tremonti e uomini del fare come Guido Bertolaso, c’è Marcello Fiori, animatore dei club azzurri. Sono durati lo spazio di un mattino – come possibili delfini – gli ex reggenti Verdini e La Russa, la figlia del fondatore Barbara, le ministre Mara Carfagna e Giorgia Meloni, il sindaco di Verona Flavio Tosi, il vicepresidente del parlamento europeo Antonio Tajani. C’è stata gloria anche per Luigi Miranda, giovane avvocato pugliese che – citiamo da Foggia Today – era stato scelto da Berlusconi intenzionato a rifare il look al centrodestra catapultando sul ring personalità di spicco provenienti da realtà finora inesplorate.
Dobbiamo a Mario Ajello, del Messaggero, l’elenco completo dei presunti delfini di Berlusconi dal ’95 a oggi. Ai nomi già citati vanno aggiunti quelli di Letizia Moratti, Franco Frattini, Mauro Pili, Maurizio Scelli, Corrado Passera, Mario Monti, Daniela Santanchè, Luca di Montezemolo, Roberto Formigoni, Guido Barilla, Guido Martinetti, Gianni Letta, Gianpiero Samorì.
Ma se Forza Italia avrà un futuro e Berlusconi avrà un delfino, questo è tutto da vedere.