E’ difficile credere che i partner europei siano così ottusi da rischiare di rompere con l’Italia, terza economia dell’eurozona, per uno sforamento di un paio di miliardi rispetto agli obiettivi concordati. Dietro la lettera del professor Katainen e il memento del presidente della Commissione europea Juncker (“se la Commissione avesse seguito i burocrati il giudizio sul bilancio italiano sarebbe stato molto diverso”) c’è in realtà il timore che risulti senza coperture effettive quasi l’intera manovra da 36 miliardi contenuta nella legge di stabilità.
Le ragioni di tanta diffidenza sono state ben riassunte dall’economista Marcello Esposito sul quotidiano linkiesta.it.
Sul fronte delle entrate, vengono considerate dubbie sia quelle derivanti dalla lotta all’evasione sia i 15 miliardi attesi dalla spending review. Senza toccare sanità, pensioni e pubblico impiego e senza aumentare tasse locali e biglietti del tram, sarebbe già un gran risultato ottenere i 5 miliardi che erano stati previsti fino a pochi giorni fa per questo capitolo della manovra.
Ci sono poi le entrate, un miliardo, che dovrebbero derivare dalle tasse sulle slot e gli altri videogiochi. Ma qui incombono i ricorsi dei gestori, dal momento che lo Stato nel 2013 si è fatto pagare in anticipo le nuove concessioni per coprire parte del buco dell’Imu prima casa. Senza contare che ci vorrà del tempo per adeguare i software installati su 400.000 apparecchi sparsi in tutti i bar d’Italia.
Anche i 3 miliardi e 600 milioni previsti dall’aumento della tassazione delle rendite finanziarie (fondi pensione, casse di previdenza, fondazioni) dipendono in parte da variabili “esogene”, come il livello dei tassi d’interesse e l’andamento dei mercati.
E’ vero che nella Legge di Stabilità sono previste clausole di salvaguardia, ma il governo potrebbe sempre appellarsi al contesto macroeconomico, come peraltro sta già facendo con la manovra in corso, per evitare che scattino. Questo teme l’Europa, con la quale i nostri 2170 miliardi di debito pubblico ci condannano a negoziare.
(6 nov)