Firenze, 19 nov – La Regione francese di Poitou-Charentes ha fatto della democrazia partecipativa una struttura portante della propria azione politica ed amministrativa. La Catalogna è un’altra regione europea che si è spinta molto in avanti. E la Toscana è la prima regione in Italia a proporre (e a scrivere) una legge sulla partecipazione. Nasce da questa comune sensibilità l’idea delle tre regioni di creare rete, costituita nel 2006, ed ora una fondazione europea per la democrazia partecipativa, che raccolga le migliori esperienze e ne permetta la diffusione a vantaggio anche di altri. Insieme le tre regioni, capofila proprio la Toscana, hanno presentato anche un progetto all’Unione europea per sperimentare, attraverso l’uso delle nuove tecnologie, forme che rendano più facile la partecipazione dei cittadini alla decisioni delle istituzioni, locali ma anche europee. A partire magari dai progetti che hanno un impatto sui cambiamenti climatici. Ed oggi viene attivato on-line il sito www.demo-part.org che anticipa la nascita della futura fondazione. Lo spazio on-line vuole essere una vetrina mondiale degli strumenti più innovativi in materia di internet partecipativo ed e-democracy ma anche un punto di informazione per chi, sulla partecipazione e sulle sue tante possibili declinazioni, vorrà saperne di più. La fondazione, nel corso del 2008, organizzerà inoltre un seminario internazionale, percorsi formativi e partenariati. Nel frattempo, nella Regione di Poitou-Charantes la presidente Ségolène Royal continua a sperimentare nuove forme di partecipazione. Ci sono strumenti già rodati. Dal 2005 gli allievi, i genitori e il personale delle scuole superiori decidono insieme come utilizzare il 10 per cento del bilancio destinato ai novantatre licei della regione: un’esperienza che trae spunto dal bilancio partecipativo brasiliano. In tre anni è stato così possibile finanziare 706 progetti. Ci sono poi altri strumenti di partecipazione che dovranno partire. Nel 2008 sarà formata una commissione cittadina, composta da una quarantina di abitanti estratti a sorte, a cui affidare la valutazione dell’azione pubblica regionale per quanto riguarda la salvaguardia dell’ambiente e l’eccellenza ambientale.
(Grm)