(10 novembre 2015) La spesa sanitaria italiana è in calo costante dal 2011 ed è tra le più basse del mondo: 3.100 dollari a persona contro gli oltre 4000 di Francia e Germania ed i 3.400 della media Ocse. Spendiamo in sanità l’8,8% del Pil, contro l’11,6 della Germania, il 10,9 della Francia e il 9 della media Ocse. I costi della Sanità crescono in tutto il mondo per l’invecchiamento delle popolazioni e gli extracosti delle tecnologie e dei nuovi medicinali. Il tasso di crescita dei costi in termini reali nei 34 paesi dell’Ocse nel periodo 2009-13 è stato del 3,4% annuo. L’Italia è l’unico paese industriale, con Grecia e Spagna, ad avere avuto nello stesso periodo un decremento, con una riduzione annua dei costi dell’1,6%.
Un altro elemento che caratterizza l’Italia è il continuo aumento della spesa privata. Il nostro sistema sanitario, pur essendo di tipo universale, cioè pubblico e per tutti i cittadini, da anni vede crescere la quota di spesa privata che oggi è superiore al 20% della spesa totale, mentre in paesi come Francia e Gran Bretagna la spesa privata è percentualmente la metà. Il confuso dibattito sulla Sanità – che vede contrapposti governo e regioni – spesso sembra prescindere da questi dati, che si possono leggere nel Rapporto sullo stato della Sanità nel mondo (Health at Glance 2015) licenziato la settimana scorsa dall’ Ocse.
Nonostante simili premesse, gli indicatori di qualità dell’assistenza primaria e ospedaliera in Italia rimangono in molte aree al di sopra della media degli altri paesi occidentali, e questo – finché dura – è il vero miracolo italiano.