(17 novembre 2015) L’anno scorso gli attentati terroristici nel mondo sono stati oltre 16.800. Hanno causato complessivamente più di 43.500 morti e 41.000 feriti.
In sintesi parliamo di 1400 attentati al mese; 46 al giorno, ogni giorno, per tutto l’anno; 2 attentati ogni ora. E’ in sostanza uno stato di guerra permanente che già da anni devasta paesi lontani dai nostri occhi, sempre gli stessi: Iraq, Pakistan, Afghanistan, India, Somalia, Nigeria, Sudan, Yemen, ai quali si è aggiunta recentemente anche l’Ucraina.
Si deve a Fabio Della Pergola, che ne scrive sul sito agoravox.it, la contabilità dettagliata di quella che qualcuno chiama guerra asimmetrica, qualcun altro – come Stefano Silvestri – nuovo brigantaggio.
L’anno scorso in Iraq ci sono stati 3925 attentati con 13.076 morti; in Pakistan 2146 con 2409 morti; in Afghanistan 1820 con 5.411 morti. Ci sono state carneficine in Siria e Libano, India e Somalia, Libia e Yemen, nella striscia di Gaza e in Israele. Nella sola Nigeria, in seguito a 713 attentati, hanno perso la vita 7.700 persone.
All’origine del terrorismo c’è quello che Della Pergola chiama totalitarismo teocratico, spietato ed implacabile. Mescolato con una insopprimibile voglia di potere; sui soldi, sulle donne, sulla mente degli esseri umani.
Di gran parte di queste stragi non ci è mai giunta notizia.
Quando ci chiediamo perché è così flebile l’indignazione del mondo arabo e del mondo musulmano per la strage di Parigi, dobbiamo mettere nel conto che un parte dei quel mondo è troppo impegnato a piangere i propri morti, per occuparsi dei nostri.
