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Romanità e tradizione: Montesano è “Il Marchese del Grillo”

it@withub.it by it@withub.it
4 Dicembre 2015
in Archivio speciali - Teatro
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ROMANITA’ E TRADIZIONE: MONTESANO E’ “IL MARCHESE DEL GRILLO”

“È una commedia musicale che incontra il gusto del pubblico del Sistina. Ci sono io ed è un valore supplementare. È un personaggio romano che mi piace”: così Enrico Montesano presentando la commedia musicale che dal 9 dicembre lo vedrà protagonista al Sistina e che è tratta dalla sceneggiatura del film di Mario Monicelli: “Il marchese del Grillo”. A firmare la regia Massimo Romeo Piparo: “È una commedia di matrice romana che arriva dopo il successo del Rugantino – spiega il regista – è un omaggio al film e alla sequela di battute rimaste nell’immaginario collettivo. La storia rimanda alla nostra attualità. Spesso in politica vengono citate battute del film. Si ride veramente tanto – assicura Piparo – e in questo momento particolare è una grande cosa. Il Sistina – aggiunge – ha preso contromisure visibili e non visibili: ci sentiamo un teatro sicuro”. Montesano in conferenza stampa ha spiegato che “lavorare oggi è difficile e stressante” ma che presto si “godrà la pensione”. “Bisogna aiutare la cultura in Italia – ha continuato l’attore – sostenere i teatri e la tradizione romana. Mi auguro che Roma un giorno possa avere un teatro romano. Ne parlai tempo fa anche ad Alemanno…”. Sul testo spiega: “Il finale è leggermente diverso ma si rifà molto al film. È passato molto tempo da quando Alberto Sordi ha fatto il marchese. Io oggi mi avvicino a questo personaggio con grande rispetto e umiltà. Farò il marchese alla mia maniera, non satà un’imitazione: non mancherà cinismo e sarcasmo romano ma anche un po’ di bonomìa. Il marchese è ormai una maschera, un ruolo”. Il Sistina apre dunque le porte alla commedia musicale tratta da un film considerato ormai un vero e proprio “cult”: la pellicola del 1981, prendendo ispirazione da una figura storica realmente esistita, racconta la Roma papalina di inizio ‘800 attraverso la sottile ironia, il sarcasmo e il divertimento del Marchese Onofrio del Grillo, e consegna un grande Alberto Sordi e il film stesso alla Storia della comicità di tutti i tempi. In questa “prima” versione teatrale musicale, un altro grande protagonista della Scena italiana è chiamato a prestare tutta la propria verve e il proprio carisma al personaggio del Marchese Onofrio del Grillo, segnando un’altra importante pagina della Storia della Commedia Musicale italiana: il mattatore Enrico Montesano. Lo spettacolo, che vanta la firma registica di Massimo Romeo Piparo, il prossimo mercoledì 9 dicembre vedrà il suo prestigioso debutto assoluto proprio al Sistina, palcoscenico “naturale” per ospitare Commedie così marcatamente popolari e amate dal pubblico romano, ma anche migliore trampolino per proiettare come merita l’evento nel panorama nazionale. Una produzione con le musiche originali composte ed arrangiate dal M°Emanuele Friello (Billy Elliot, Jesus Christ Superstar, Tutti Insieme Appassionatamente, Sette Spose per Sette Fratelli, La Cage Aux Folles, The Full Monty, Rinaldo in Campo, Cats, per citarne alcuni) e un grande cast di oltre 30 artisti, con le coreografie del veterano Roberto Croce, scene “Sistiniane” di Teresa Caruso e costumi perfettamente d’epoca di Cecilia Betona (stesso team a cui si devono successi quali Billy Elliot, Jesus Christ Superstar, Tutti Insieme Appassionatamente, Sette Spose per Sette Fratelli, The Full Monty). “Il Marchese del Grillo illumina Roma in un momento molto particolare della propria storia contemporanea – sottolinea il regista Massimo Romeo Piparo – La schietta filosofia di vita di Onofrio del Grillo pervade l’intera Commedia di rimandi attualissimi e tremendamente affini con la realtà a cui tutti i romani devono quotidianamente fare fronte: Giustizia corrotta, una Chiesa in bilico tra il debole potere spirituale e il più ammaliante potere temporale, il tremendo dilemma dell’essere e dell’apparire, il dramma dei più poveri contrapposto al cinismo dei potenti; tutti argomenti che sembrerebbero fotografare l’attuale sistema-Italia e ancor più l’inesorabile declino di Roma Capitale, ma che invece sono scaturiti quasi mezzo secolo addietro dalla felice intuizione di grandi Maestri della Commedia italiana della seconda metà del ‘900”. “Il Marchese del Grillo, quindi, – conclude Piparo nelle sue note di regia – si appresta a diventare lo spettacolo giusto al momento giusto e nel luogo giusto; travolgerà il pubblico delle prossime Feste di Natale con fragorose risate e amare riflessioni in un perfetto mix tragicomico scandito da battute e aforismi indimenticabili”. (red)

“ANELANTE”, NUOVA PRODUZIONE  REZZA-MASTRELLA

Flavia Mastrella e Antonio Rezza tornano sul palco del Teatro Vascello di Roma con la nuovissima produzione Anelante. In scena per sei settimane, dal 9 dicembre  al 17 gennaio 2016, dopo il debutto torinese, e pronti per una lunga tournée nazionale, che toccherà tra gli altri il Teatro Elfo Puccini di Milano, il Teatro Duse di Bologna, il Puccini di Firenze, Teatro Metastasio di Prato, Teatro Massimo di Cagliari, Teatro Astra di Vicenza. Anelante è l’uomo che esiste nel suo struggimento.  Decanta l’alienazione e la disperazione di esseri umani tramutati in entità virtuali. Esalta la visione del sé idealizzato, non riesce ad ascoltare e utilizza solo la sua comunicazione verbale. Anelante è un essere mitologico, affronta con il tratto stilistico tipico di Rezza-Mastrella, i contorni delle effigi storico-cromatiche della nostra epoca. L’essere rincorre l’inevitabile moltiplicarsi della sua immagine, si dedica alla ricerca perpetua del divino. Vive le vicissitudini dei rappresentanti della Terra, in una composizione corale, a tratti orgiastica, a tratti devota; la morte e la decadenza fisica sono ancora lontane.  La prospettiva paranoica degli autori e delle figure protagoniste, cresce nel ritmo delle battute e dei movimenti, fino all’apoteosi. Anelante è la ricerca dell’ultimo spasmo.

A PRATI DEBUTTA “I SOLDI NON SERVONO A NIENTE”

Secondo spettacolo della stagione per il teatro Prati di Roma: in scena va il testo di un autore poliedrico, Nino Marino, che oltre a scrivere per il teatro commedie di successo (“Un angelo calibro 9”, “I soldi”, “Gente di facili costumi” scritta con l’attore Nino Manfredi) si divide tra cinema nelle vesti di sceneggiatore e letteratura (tra i suoi romanzi ricordiamo “Interno di famiglia con miracolo”, il giallo storico “Rosso pompeiano” e “Bisturi per signora”). Dall’11 dicembre al 31 gennaio 2016 va dunque in sena la sua pièce I soldi non servono a niente, interpretata e diretta da Fabio Gravina; nel cast anche Tito Manganelli, Arianna Ninchi, Gianni Franco e Matteo Micheli. La storia inizia con l’irruzione inaspettata in una casa rispettabilissima di un personaggio ambiguo che insiste nel dichiararsi il marito appena uscito di galera della padrona di casa. La premessa, evidentemente, non lascia presagire nulla di tranquillo, infatti di lì a poco si scoprirà un segreto che accomuna tutti i personaggi e che determinerà una serie rocambolesca di fraintendimenti e doppi giochi che ben evidenziano, seppur in chiave assolutamente ironica, il cinismo dell’indole umana di fronte alla possibile perdita dell’agiata posizione economica che ci si è faticosamente accaparrati. Posizione raggiunta grazie al fatto che il marito accettò di accollarsi le colpe dei reati commessi da un politico, con la promessa che lo stesso avrebbe garantito il sostentamento della sua famiglia. Evidentemente negli anni di reclusione al sostentamento economico si è aggiunto anche un non pattuito sostentamento affettivo. Così, l’uscita “prematura” di galera del marito a causa di un indulto mette a soqquadro i piani dell’ex moglie e del nuovo amante che prevedevano il suo arrivo solo dopo il quarto anno di detenzione. Il loro stato confusionale li porterà anche a cercare un reato che possa ricondurre in prigione il marito ancora per un anno. Le innumerevoli peripezie forse ricondurranno i protagonisti verso l’amore disinteressato…o forse preferiranno ancora scegliere una vita di comfort acquisiti con l’inganno. Ancora una volta il repertorio del Teatro Prati conferma la scelta del suo direttore artistico, Fabio Gravina, di proposte leggere ma ben costruite ed orientate a tematiche divertenti e problematiche attuali che oltre alla risata generano una sorta di autoriflessione e che fanno inesorabilmente parte della quotidiana vita vissuta da ognuno di noi.

 

A TORINO 4 NOTTI DI GRANDE DANZA: ROBERTO BOLLE AND FRIENDS

 Lunedì 28 dicembre, martedì 29 dicembre e mercoledì 30 dicembre alle ore 20.30 e giovedì 31 dicembre alle 17.30 il Teatro Regio ospita il Gala di danza Roberto Bolle and Friends.  Per gli amanti del balletto un Gala è un prezioso appuntamento e questa serie di Roberto Bolle and Friends, che segna il tutto esaurito nelle grandi arene estive e d’inverno nei teatri più prestigiosi, ne è la prova. Per chi si avvicina alla danza, trovare riuniti i brani più belli e famosi del repertorio ottocentesco e novecentesco, insieme ai migliori ballerini del momento, è un’occasione unica per accostarsi all’universo del balletto. La folgorante carriera di Roberto Bolle, iniziata giovanissimo dopo il diploma alla Scuola di Ballo del Teatro alla Scala e l’ingresso nella compagnia scaligera, gli inviti nei più importanti teatri del mondo conteso come guest star, il corteggiamento mediatico, la presenza da protagonista e testimonial ai grandi appuntamenti internazionali, fanno di lui un caso unico di danzatore che riesce a portare al balletto, come nessun altro, grandi folle di ammiratrici e ammiratori. I Gala Roberto Bolle and Friends si sono trasformati nelle mani di Bolle, qui nei panni non solo di interprete, ma anche di direttore artistico, in un potente strumento culturale di diffusione della danza, attirando ogni anno migliaia di appassionati e non. Bolle, forte della sua intensissima esperienza internazionale, è riuscito ogni volta a ricreare per ognuno di questi appuntamenti uno spettacolo magico, riunendo alcuni dei più importanti ballerini del mondo e dando vita con loro a programmi vivaci, sorprendenti, che hanno saputo coinvolgere pubblici eterogenei e mai finora così vasti. Nell’accostamento del classico al super moderno e alla sperimentazione, il Roberto Bolle and Friends ha trovato la sua cifra originale. Un’occasione unica per ammirare, in una stessa serata e sul medesimo palcoscenico, le più famose stelle del balletto di oggi “sfidarsi” amichevolmente, nel nome della’arte della danza, in uno straordinario confronto di tecniche, scuole e stili. Per un programma che vede avvicendarsi sul palcoscenico, con ritmo serrato ed avvincente, una parata di passi a due e assoli, tratti dal repertorio dei più amati classici dell’Ottocento e dai più celebri titoli del Novecento. Roberto Bolle and Friends è una Produzione Artedanza Srl. I biglietti ancora disponibili si possono acquistare alla Biglietteria del Teatro Regio, piazza Castello 215 – Tel. 011.8815.241/242, online su www.ticketone.it e telefonicamente con carta di credito al n. 011.8815.270. Info: tel. 011.8815.557. (red)

ENRICO CARUSO RIVIVE AL DELLE PALME DI NAPOLI

“La voce dei due mondi” è lo spettacolo incentrato sulla vita e la musica del grande tenore napoletano Enrico Caruso, ideato e nato da un progetto per il Forum Universale delle Culture, da parte dei rappresentanti dell’Associazione Culturale Noi Per Napoli, il soprano Olga De Maio ed il tenore Luca Lupoli, entrambi artisti di spicco dei cartelloni del Teatro San Carlo. Dopo i grandi successi ottenuti al Teatro Politeama, al Teatro Totò e al Maschio Angioino, lo spettacolo sul tenore napoletano aprirà il 2016 con il nuovo appuntamento presso il Teatro Delle Palme di Napoli, come spettacolo di Capodanno. Il sipario si aprirà alle 19,30. Con un cast formato da quasi quaranta artisti in scena tra cantanti, musicisti, attori e coristi, lo spettacolo con la regia di Gianni Villani e i testi di Barbara Bonaccorsi narrerà la vita, la carriera, gli amori e la musica del grande Caruso, attraverso le magnifiche interpretazioni del soprano Olga De Maio, del tenore Luca Lupoli, del baritono Marco Cristarella Orestano, del tenore Lucio Lupoli e degli artisti del Teatro San Carlo Massimo Bonaccorsi, Maira Baldari, Barbara Bonaccorsi, Maurizio Rata, Mariano Grillo, Fabio Felsani, Maria Senese, Luciano Scarpati, Sergio De Simone. L’ensemble orchestrale è formato da Maurizio Iaccarino (pianoforte), Cira Romano (arpa), Valerio Starace (violino), Giovanna Moro (violino), Artan Tauzi (violoncello). Il coro dell’Associazione Culturale A.Barchetta, diretto da Antonio Barchetta. I direttori di scena sono Matteo Campagnoli, Diego Macario e Susan Cevani. Le luci saranno disegnate e curate da Marco de Cesare. (PO /red)

 

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